ROMA (Public Policy) – Rendere obbligatoria l’attivazione di servizi di supporto alla ricollocazione professionale (i cosiddetti servizi di outplacement) nei casi di licenziamento per giustificato motivo, di processi di riorganizzazione aziendale o di delocalizzazione produttiva che comportino la cessazione del rapporto di lavoro.
È l’oggetto di una proposta di legge a prima firma del presidente della commissione Lavoro della Camera Walter Rizzetto (FdI) che, nei prossimi giorni, verrà incardinata in commissione. L’obiettivo non è solo quello di rendere obbligatorio il ricorso a questi strumenti di formazione orientata al ricollocamento lavorativo, ma anche di sollevare le aziende da parte del costo che attualmente grava solo su di loro.
La proposta di legge, che potrebbe essere sottoscritta anche da altri esponenti della maggioranza, propone di coprire l’80% del costo dei servizi di outplacement con le risorse del fondo europeo Feg (il dondo di adeguamento alla globalizzazione per i lavoratori espulsi dal lavoro) e, in via sussidiaria, dai fondi interprofessionali. Solo il restante 20%, quindi, resterebbe a carico delle imprese.
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GPA





