domenica, 20 maggio 2018
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Twist d’Aula C’è un’economia che la politica non capisce

Tanto tuonò che piovve. La Commissione Ue ha rimandato a settembre (o meglio, a primavera) la legge di Bilancio e con essa tutti i conti pubblici italiani. Il vicepresidente della Commissione Ue, Katainen, l’aveva annunciato. L’altro vicepresidente, Dombrovskis, l’aveva ripetuto. E oggi vengono confermate, nero su bianco, tutte le preoccupazioni. Il debito pubblico non scende, la produttività non cresce, la disoccupazione resta alta, i crediti deteriorati continuano ad essere un problema. Soprattutto, per Bruxelles sarebbe importante non tornare indietro sulle pensioni, come invece stiamo facendo. E mantenere la linea sui conti pubblici, come invece non stiamo facendo
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Twist d’Aula L’assalto alle diligenze

Fatta la legge, trovato l’inganno. O, al massimo, si trova una seconda legge che inganni la prima. Ed è quanto accade con il decreto fiscale collegato alla legge di Bilancio, un provvedimento parallelo dove inserire gli emendamenti ordinamentali, le sanatorie fiscali, le norme di delega e tutti quegli interventi che, almeno formalmente, sono vietati nella manovra economica annuale. Questa ‘finanziaria’ cade a campagna elettorale iniziata. E per quanto fosse nata come “minimale” nelle dichiarazioni di intenti di Governo e maggioranza, si è trasformata nel solito calderone in cui finisce di tutto. E se questa non è una notizia, lo è invece l’accoppiamento, anche temporale, con il collegato decreto fiscale, che permette di fare entrare da una parte ciò che non entra nell’altra
Leggi, Franceschini: necessaria riforma dei regolamenti

Twist d’Aula La silenziosa rivoluzione dei Regolamenti

Senza referendum, senza fiducia e senza clamore la riforma dei regolamenti parlamentari può essere uno dei chiavistelli con cui, silenziosamente, si potrebbe scardinare la Seconda Repubblica. Certo, da sola non basterebbe. E, certo, deve essere approvata sia al Senato (possibile) che alla Camera (improbabile), ma una norma che vietasse ai parlamentari di iscriversi ad un gruppo diverso da quello di elezioni avrebbe un impatto epocale. Negli ultimi 20 anni, infatti, le coalizioni sono sempre state costruite per vincere e non per governare. A sinistra, Mastella correva con Ferrero; a destra, Bossi con Casa Pound. E così, di conseguenza, nei Parlamenti “maggioritari” eletti con le leggi Mattarella e Calderoli, la patologia della “mobilità parlamentare” è stata molto più diffusa di quanto non avvenisse con la legge proporzionale della Prima Repubblica
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Twist d’Aula L’eterogenesi dei fini delle leggi elettorali

La coalizione a guida Pd sembra ridursi ad una partnership con Alfano. Nel centrodestra c’è un problema speculare, ma differente. Nel caso, possibile, in cui la coalizione dovesse arrivare prima ma senza ottenere la maggioranza necessaria a formare un Governo, dovrebbe cercare un’alleanza parlamentare con il Pd. Ma, mentre Berlusconi potrebbe essere disponibile, Salvini e Meloni non lo saranno mai. E con i 5 stelle che avrebbero gioco facile nel sottolineare quanto la volontà degli elettori non venga trasmessa e poi tradotta in Parlamento. E, quindi, dopo aver subito i danni di una legge elettorale che oggettivamente li penalizza, provare a ribaltare il tavolo, evidenziando il tradimento della volontà popolare. Sempre che non ci siano grandi sorprese nelle urne, come talvolta accade quando si vota con “nuove” leggi elettorali
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Twist d’Aula Bankitalia e l’inedito ruolo di Montecitorio

La mozione Pd su Bankitalia, improvvisamente presentata e approvata a Montecitorio, si presta a molteplici interpretazioni, ma non è casuale che arrivi a meno di due settimane dalla scadenza del mandato del Governatore. Soprattutto, se una sola Camera chiede una “figura più idonea a garantire nuova fiducia nell’Istituto”, si può creare un rivoluzionario precedente. Secondo le attuali regole, Bankitalia non deve solo essere “autonoma e indipendente”, ma è parte integrante del sistema europeo di banche centrali, e deve pertanto essere “impermeabile” all’influenza dei governi, almeno a quanto disciplinano i Trattati Ue. Ma si sa, la politica trova sempre delle strade che il diritto con contempla
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Twist d’Aula Nota di credito

L’Italia ha un problema di credito. Non solo reputazionale, ma anche di funzionamento del sistema bancario. Perché non ci sono solo la questione delle sofferenze, l’eccesso regolatorio europeo, gli scandali, la commissione parlamentare d’inchiesta e le più disparate polemiche, ma anche la concreta difficoltà a riscuotere un credito. Un problema che il Parlamento potrebbe aver contribuito a risolvere con la recente approvazione della riforma fallimentare. Dopo i numerosi ritocchi degli ultimi anni, la disciplina dell’insolvenza necessitava di una revisione organica. E oggi c’è la possibilità di un’inversione di rotta. Di particolare rilievo sembrano essere quei principi delega che mirano a ridurre i tempi dei processi fallimentari. La speranza è che possano diventare realtà. Sarebbe una nota di credito

Il “Marchese del Grillo effect” e le decontribuzioni

Nel 2015 l'Inps registrava 2,44 milioni di assunzioni con contratto a tempo indeterminato, di cui 1,4 milioni beneficiavano dello sgravio contributivo totale previsto dalla decontribuzione triennale introdotta con la legge di Stabilità 2015, una delle due "gambe" della riforma del lavoro di Matteo Renzi (l'altra era il Jobs act contratto a tutele crescenti). Un risultato notevole, se si considera che le sole nuove assunzioni (quindi escluse le trasformazioni di altri contratti) furono in quell'anno circa 1.870.000 rispetto a 1.270.000 del 2014, una differenza positiva di 600 mila rapporti di lavoro stabili. Le assunzioni a tempo indeterminato si sono poi ridotte nel 2016 e nel 2017, con il graduale azzerarsi degli incentivi
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Twist d’Aula L’amarezza di Maria Elena

Chi ha parlato con Maria Elena Boschi in questi giorni la descrive molto preoccupata. “Quando uno finisce per essere processato sui giornali per il suo carattere, criticato per un ego psicopatico che crea repellenza nell’opinione pubblica, vuol dire che non c’è più nulla da fare”, avrebbe ripetuto a diversi suoi interlocutori. L’ex ministra è certamente amareggiata. Non tanto per l’incarico di sottosegretaria assunto nel Governo Gentiloni suo malgrado, in silenzio, fingendo fosse stata una sua ambizione e non una mossa di Renzi, che la voleva a Palazzo Chigi. Ma soprattutto perché le forzature dell’ex premier contribuiscono ad una situazione di tensione in cui rischiano di deragliare quasi tutti i treni su cui proprio Boschi ha lavorato fin da quando era ministra
renzi

Twist d’Aula #Avanti, Prima Repubblica

In Parlamento, l’attività pre-estiva è frenetica, visto che da settembre ci sarà spazio solo per la campagna elettorale: fiducia sulle banche venete, Vaccini, decreto Sud. E poi ddl Concorrenza, Tortura e Biotestamento. Ma, soprattutto, c’è il nodo ius soli: un tema che l’emergenza immigrazione rende molto, troppo delicato. In Ap si alzano dubbi per paura di virare troppo a sinistra, specie dopo la linea salvinista tracciata del segretario Pd. I 5 stelle, Lega e Forza Italia hanno gioco facile ad attaccare il Governo. Con Renzi che preme sull’acceleratore, la strada stretta di Palazzo Madama e l’asfalto caldo e scivoloso di questi giorni estivi, il rischio incidente è troppo alto. E Gentiloni tira il freno a mano
giustizia

Twist d’Aula Populismo giudiziario istituzionalizzato

Con il ddl che riforma il Codice antimafia la maggioranza sta ufficializzando la deriva giustizialista, codificando nell’ordinamento la cultura del sospetto, legalizzando la teoria del tutti colpevoli e dei ladri ovunque. Purtroppo, si confonde la capacità di trovare il colpevole con quella di accusare e perseguire un indiziato. Eppure, non dovrebbe essere sufficiente un’accusa, specie se poi rilanciata sulla stampa senza nessun contraddittorio, senza nessun limite al pubblico interesse o al segreto istruttorio. Insomma, il Parlamento non dovrebbe introiettare sempre e comunque quanto avviene sui media

Opinioni

LUISS Open// Flat tax: “meno tasse per i ricchi” vuol dire...

di Francesco Saraceno* Il testo che segue, pubblicato su Luiss Open, parte dall’attualità politica di questi giorni riprendendo e sviluppando alcuni paragrafi dell’ultimo libro dell’autore, La...

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