La concorrenza promossa in Costituzione

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Se la Costituzione è la raffigurazione, per quanto in modo fittizio, delle priorità di una determinata società che ad essa si sottopone, anche sue modifiche marginali possono svelare un passo importante nella cultura giuridica. La settimana scorsa, durante l’esame della riforma costituzionale del titolo V, la Commissione affari costituzionali della Camera ha approvato l’inserimento della parola "promozione" nella materia statale della tutela della concorrenza. Se l’emendamento dovesse restare in piedi, quindi, la concorrenza sarà non solo oggetto di tutela, ma anche di promozione da parte dello Stato
concorrenza

Twist d’Aula #Passodopopasso, certo

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#Passodopopasso, diceva uno degli slogan renziani. Nello scrivere la legge sulla concorrenza, invece, il Governo Renzi aveva inserito tanti, troppi temi delicati tutti insieme: assicurazioni, professionisti, energia, farmacie, notai, taxi. Con l’effetto di coagulare tutte le opposizioni, tanto che la prima legge, attesa dal 2009, e che doveva essere annuale, è paralizzata da più di due anni in Parlamento. Soprattutto, il provvedimento che doveva arrivare questa settimana in aula a Palazzo Madama (ma è slittato a dopo Pasqua) con un maxi e la fiducia, è stato annacquato fino a diventare “il suo contrario”, ha spiegato il dg di Bankitalia, Salvatore Rossi
energia

Lo Spillo

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Un giro a vuoto con esito negativo. Questo il rischio che corre il "decreto competitività" del governo per quanto riguarda l'energia, dove è prevista una riduzione, dal 2015, del 10% del costo della bolletta elettrica delle piccole e medie imprese che hanno un'utenza superiore a 16,5 kilowatt, cioè 700 mila soggetti, il 15% del totale. Costo 1,5 miliardi, di cui 700 milioni stanziati direttamente dall'esecutivo e 800 che dovrebbero derivare da un taglio retroattivo degli incentivi già stabiliti negli anni scorsi per chi produce fotovoltaico

Lo Spillo

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Ma l'articolo 18 è defunto o solo svenuto? La domanda se la pone, e la gira a tutti noi che abbiamo salutato il Jobs act come il superamento anche di quel vecchio tabù, Michele Tiraboschi, giuslavorista tra i più esperti e di solito privo di inutili approcci ideologici. Lo spunto lo offre un accordo aziendale tra la Novartis e il sindacato siglato nei giorni scorsi, all'apparenza riguardante soltanto quell'istituto regolato dall'articolo 1406 del Codice civile che va sotto il nome di "cessione del contratto"
aula camera montecitorio

Twist d’Aula

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In un’aula deserta, dopo tre anni di rinvii, arriva a Montecitorio la legge sul biotestamento, che non riguarda l’uso di farmaci letali, ma solo il diritto a rifiutare le cure quando si è ancora in grado esprimere una volontà, prima di diventare dei vegetali. Insomma, garantire al malato le stesse possibilità di uno sano, in modo di non aggiungere al danno della patologia la beffa dell’impotenza. Una legge che manca solo in Italia e che dovrebbe codificare quanto già si fa, ma non si dice, visto che talvolta i cittadini sono molto più avanti della classe politica. In aula sono attesi una cascata di emendamenti e ore di acceso dibattito
cgil sindacato

Lo Spillo

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L'intenzione, probabilmente, era soltanto quella di mandare un messaggio che suonasse come musica alle orecchie dell'elettorato moderato, verso il quale sente di aver un po' perso la capacità attrattiva proprio alla vigilia delle regionali. Ma l'uscita di Renzi sul "sindacato unico" rivela tutta la fragilità della politica italiana, ferma a dibattiti tanto vecchi quanto inutili. Da un lato c'è l'infelicità di quella parola, "unico", termine equivoco che presta facilmente il fianco a speculazioni. Dall'altro lato, sconforta la reazione, improntata al solito riflesso condizionato del "politicamente corretto"
bankitalia

Come stanno le banche in Italia?

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I due Rapporti sulla stabilità finanziaria di Banca d'Italia del 2017 mostrano un quadro in miglioramento per le banche italiane. È lecito avere dubbi su questo cauto ottimismo, ma la crisi parrebbe alle spalle. I crediti deteriorati sono in diminuzione, dopo un aumento esplosivo con la crisi: molti sono stati impacchettati e rivenduti a prezzi di saldo. La leva finanziaria (il rapporto tra attività e capitale proprio, un indicatore di rischio) è anch'essa in diminuzione, sebbene ancora elevata. I margini operativi (la redditività della banca) sono tuttora ridotti ma in aumento, attraverso la riduzione del personale e del numero di filiali, e un aumento delle commissioni a carico dei clienti. La situazione sembra dunque migliorata, anche se la strada da percorrere è ancora lunga
nucleare

Lo Spillo

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La realizzazione del Deposito Unico per i rifiuti radioattivi è una vicenda tanto lunga quanto complessa che dopo trent'anni sta finalmente giungendo a lieto fine. È assurdo, quindi, che il pelo nell'uovo lo vada a cercare proprio chi non ti aspetti. Sono mesi che il mio amico Massimo Mucchetti, da presidente della Commissione Industria del Senato, sta alzando un polverone sulla Sogin, chiedendo alla nuova dirigenza di spiegare le discrasie rispetto al vecchio piano quadriennale, varato dai precedenti vertici, poi risultati coinvolti in inchieste giudiziarie, rispetto ai quali ha peraltro il merito di aver fatto pulizia
pittarello aula twist

Twist d’Aula L’eterogenesi dei fini delle leggi elettorali

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La coalizione a guida Pd sembra ridursi ad una partnership con Alfano. Nel centrodestra c’è un problema speculare, ma differente. Nel caso, possibile, in cui la coalizione dovesse arrivare prima ma senza ottenere la maggioranza necessaria a formare un Governo, dovrebbe cercare un’alleanza parlamentare con il Pd. Ma, mentre Berlusconi potrebbe essere disponibile, Salvini e Meloni non lo saranno mai. E con i 5 stelle che avrebbero gioco facile nel sottolineare quanto la volontà degli elettori non venga trasmessa e poi tradotta in Parlamento. E, quindi, dopo aver subito i danni di una legge elettorale che oggettivamente li penalizza, provare a ribaltare il tavolo, evidenziando il tradimento della volontà popolare. Sempre che non ci siano grandi sorprese nelle urne, come talvolta accade quando si vota con “nuove” leggi elettorali
banda larga

Banda ultralarga, non regaliamo l’ennesimo monopolio a Telecom

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Sul piano strategico del governo per lo sviluppo della banda ultralarga, c'è un rischio da evitare sommamente: replicare l'errore compiuto nel 1997 con la privatizzazione di Telecom Italia. Allora, anziché separare la rete dalla compagnia telefonica, si fece di tutta l'erba un fascio, regalando a una compagine di azionisti privati il monopolio naturale della rete fissa. Il prezzo di quella scelta sbilenca lo abbiamo pagato a lungo, in termini di concorrenza falsata tra operatori telefonici e minori vantaggi per gli utenti

Opinioni

I record della popolazione europea che in pochi vogliono discutere

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In Europa non ci sono mai stati tanti lavoratori come quest’anno e nel mondo non ci sono mai stati tanti Europei come oggi. I...