Sette anni di Public Policy

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di Leopoldo Papi ROMA (Public Policy) - Public Policy compie sette anni. Il 16 maggio 2012 iniziavamo le trasmissioni, partendo da zero, con buona volontà...
concorrenza

Twist d’Aula #Passodopopasso, certo

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#Passodopopasso, diceva uno degli slogan renziani. Nello scrivere la legge sulla concorrenza, invece, il Governo Renzi aveva inserito tanti, troppi temi delicati tutti insieme: assicurazioni, professionisti, energia, farmacie, notai, taxi. Con l’effetto di coagulare tutte le opposizioni, tanto che la prima legge, attesa dal 2009, e che doveva essere annuale, è paralizzata da più di due anni in Parlamento. Soprattutto, il provvedimento che doveva arrivare questa settimana in aula a Palazzo Madama (ma è slittato a dopo Pasqua) con un maxi e la fiducia, è stato annacquato fino a diventare “il suo contrario”, ha spiegato il dg di Bankitalia, Salvatore Rossi

Il taglia bollette e la foglia di fico dei “diritti acquisiti”

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Dopo tanto tuonare, piovve. Sembra che l’annunciato provvedimento taglia bollette sia in arrivo. La disposizione più controversa – a quel che si apprende – riguarda l’allungamento dei tempi di erogazione degli incentivi al fotovoltaico, con l’obiettivo di ridurne l’entità unitaria e il peso in bolletta. La consistenza dei sussidi all’energia "verde" può essere consultata da chiunque: si tratta di circa il 90% della componente A3 della bolletta e vale circa 12 miliardi di euro all’anno, pagati da tutte le famiglie e diretti a poche migliaia di fortunati.
F35

Lo Spillo

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Ancora una volta all'insegna della demagogia e dell'ipocrisia da campagna elettorale la politica italiana dimentica i veri interessi strategici del Paese per inseguire quelli falsi e assai a breve termine delle urne. E così succede che proprio il Pd, partito di maggioranza, contraddice le linee di governo in materia di difesa, approva una moratoria sugli aerei F35

L’epoca dell’irrilevanza della credibilità in politica

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di Leopoldo Papi ROMA (Public Policy) - Al di là di ogni considerazione politica, giuridica, istituzionale sulla crisi appena conclusa e la nascita del nuovo...
pittarello aula twist

Twist d’Aula Quelli che votavano a sinistra, ai tempi di Le Pen

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Probabilmente non conquisterà l’Eliseo, ma Le Pen ha sfondato tra i ceti più poveri, tra gli operai, tra quello che una volta era il bacino della gauche. I lavoratori della Whirpool, i pescatori di Grau-du- Roi, i quartieri popolari di Marsiglia, la socialista Nord-Pas- de-Calais- Picardie e molte altre zone, tradizionalmente di sinistra, hanno votato a destra. Non è casuale che gli elettori di Melenchòn siano divisi tra Macron, Front National e astensione. Non lo è nemmeno che nella Vienna operaia di Simmering vinca l’ultradestra, che nella città dove è nato il comunismo in Italia – Livorno – governino i 5 stelle, che nelle periferie romane abbiano prevalso Raggi e Meloni

Per capire che succede in Ue, bisogna guardare sempre lì: a Berlino

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(nella foto: l'interno del Parlamento tedesco) di Lorenzo Castellani ROMA (Public Policy) – La votazione di Ursula von der Leyen alla presidenza della Commissione europea ha...
maternità surrogata

Lo Spillo – Il bonus bebè che serve (più) alla politica

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L'idea di raddoppiare il "bonus bebè" lanciata in questi giorni da alcuni esponenti del governo rischia di rivelarsi assolutamente inutile a combattere il crac demografico. Anzi, sembra solo un altro intervento spot. Per com'è disegnata la misura andrebbe a sostenere con 160 euro al mese invece di 80 il reddito delle famiglie con figli con meno di 3 anni e un Isee inferiore ai 25mila euro. Si tratta evidentemente, più di una misura a termine per contrastare la povertà delle famiglie con bimbi piccoli che non un generalizzato incentivo alle nascite

Il ritorno dello spread e dei paradossi dell’Eurozona

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Con il ritorno dello spread tra Btp e Bund si è riacceso lo scontro tra sostenitori e critici dell'euro. Questa polemica sui costi e benefici di scenari possibili ha poco senso, perché è molto probabile che la rottura dell'area euro e di libero scambio sia inevitabile senza una 'ever closer union', ovvero un'evoluzione di fatto dell'Ue - o almeno dei Paesi euro - verso un modello politico federalista. In assenza di strumenti di garanzia fiscale su tutta l'area o, in alternativa, di fluttuazione del tasso di cambio, shock inattesi mettono a nudo di fronte agli investitori la scarsa produttività, i debiti pubblici insostenibili e i dissesti bancari e finanziari di alcuni Paesi, e costringono i decisori europei e nazionali ad affrontare un dilemma

Se l’Esecutivo diventa un gestibile alleato dell’establishment Ue

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di Lorenzo Castellani ROMA (Public Policy) – La sconfitta di Alexis Tsipras in Grecia e la chiusura della procedura d’infrazione a carico dell’Italia sono due...

Opinioni

Covid-19 e la malattia dell’irresponsabilità dello Stato

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di Leopoldo Papi ROMA (Public Policy) - A 40 giorni dalla prima rilevazione del Coronavirus a Codogno, vi sono abbastanza elementi per alcune considerazioni sulla...