Mattarella e i punti non negoziabili del Quirinale

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(foto – DANIELA SALA/Public Policy) di Lorenzo Castellani ROMA (Public Policy) – Raramente nella storia della Repubblica italiana il capo dello Stato ha scelto di essere...

Twist d’Aula L’eterogenesi dei fini delle leggi elettorali

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La coalizione a guida Pd sembra ridursi ad una partnership con Alfano. Nel centrodestra c’è un problema speculare, ma differente. Nel caso, possibile, in cui la coalizione dovesse arrivare prima ma senza ottenere la maggioranza necessaria a formare un Governo, dovrebbe cercare un’alleanza parlamentare con il Pd. Ma, mentre Berlusconi potrebbe essere disponibile, Salvini e Meloni non lo saranno mai. E con i 5 stelle che avrebbero gioco facile nel sottolineare quanto la volontà degli elettori non venga trasmessa e poi tradotta in Parlamento. E, quindi, dopo aver subito i danni di una legge elettorale che oggettivamente li penalizza, provare a ribaltare il tavolo, evidenziando il tradimento della volontà popolare. Sempre che non ci siano grandi sorprese nelle urne, come talvolta accade quando si vota con “nuove” leggi elettorali

Il ritorno dello spread e dei paradossi dell’Eurozona

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Con il ritorno dello spread tra Btp e Bund si è riacceso lo scontro tra sostenitori e critici dell'euro. Questa polemica sui costi e benefici di scenari possibili ha poco senso, perché è molto probabile che la rottura dell'area euro e di libero scambio sia inevitabile senza una 'ever closer union', ovvero un'evoluzione di fatto dell'Ue - o almeno dei Paesi euro - verso un modello politico federalista. In assenza di strumenti di garanzia fiscale su tutta l'area o, in alternativa, di fluttuazione del tasso di cambio, shock inattesi mettono a nudo di fronte agli investitori la scarsa produttività, i debiti pubblici insostenibili e i dissesti bancari e finanziari di alcuni Paesi, e costringono i decisori europei e nazionali ad affrontare un dilemma

Perchè si torna a parlare di Iva sugli e-book

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Tra i circa 4.000 emendamenti presentati alla commissione Bilancio di Montecitorio per modificare il testo della legge di Stabilità, ve ne sarebbero due volti a ottenere la diminuzione dell’Iva sugli e-book dal 22 al 4%, equiparandola così a quella, agevolata, applicabile ai libri cartacei. Un obiettivo, questo, che, di recente, è stato anche oggetto di una fortunata campagna online, emblematicamente denominata #unlibroeunlibro

Lo Spillo

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La geografia è importante, ma da sola non basta. Per tutelare il Made in Italy, infatti, serve qualcosa in più di una semplice connotazione territoriale. E allora si può essere soddisfati per la conferma del primato italiano nel numero di riconoscimenti Dop e Igp conferiti dall'Unione europea a tutela di 261 prodotti agroalimentari. Così come si può essere soddisfatti per i successi delle attività di controllo svolte dal ministero delle Politiche agricole, che solo nei primi 8 mesi dell'anno annoverano 61 mila verifiche e sequestri di beni contraffatti per 32 milioni di euro. Ma non si può essere totalmente appagati

La politica contro il futuro del Paese

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di Pietro Monsurrò ROMA (Public Policy) – La politica italiana continua a promettere spese clientelari e assistenziali che non hanno alcuna copertura di budget. Inoltre,...

Termovalorizzatore di Roma: un caso di default democratico

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di Carmelo Palma ROMA (Public Policy) – Attorno all’approvazione del decreto Aiuti alla Camera, il negoziato tra il M5s e l’Esecutivo è giunto ad un...

Davvero tutte le liste alleate Pd sono esonerate dalla raccolta firme?

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di Carmelo Palma ROMA (Public Policy) – Tra i problemi che Letta si troverà presto ad affrontare, uno dei meno considerati, ma dei più delicati...

Twist d’Aula – Il futuro dopo il referendum

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C’è un fronte di opposizione strutturale alle istituzioni, a questa Europa, a questa politica. C’è una domanda di cambiamento enorme a cui, però, manca una qualunque progettazione politica che non sia quella del “vaffa” o “prima gli italiani”. Una massa di “scontenti” che nel Secondo Dopoguerra declinava la protesta economica in ideologie comuniste, socialiste o legate alla lotta di classe, ma che oggi, invece sfocia in “sovranismo”, “populismo” e “nazionalismo”. Ora, all’interno del Fronte del No, Bersani e D’Alema possono provarci quanto vogliono, ma i vincitori sono i 5 stelle prima e la Lega poi. E poi Berlusconi, ma non certo la “sinistra Pd”. Quindi, è ovvio che Lega e 5 stelle vogliono andare al voto subito per passare all’incasso

I percorsi della crisi. La linea dura di Draghi alla prova del Quirinale

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di Carmelo Palma ROMA (Public Policy) – Le ragioni che rendono tuttora indecifrabile il percorso che sembrerebbe portare dalla crisi politica della maggioranza a quella...

Opinioni

Gli azzeccagarbugli del fine vita. Parlamento cercasi

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di Carmelo Palma ROMA (Public Policy) – Sul tema del fine vita da parecchi anni l’inerzia del legislatore nazionale ha spinto prima le corti giudiziarie...