draghi

LUISS Open// Il tocco di Draghi non fu proprio magico

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di Daniel Gros ROMA (Public Policy) - Adesso la fine è davvero in vista. Lo scorso 8 marzo il presidente della Banca centrale europea (Bce), Mario Draghi,...
pittarello aula twist

Twist d’Aula Così uguali, così diversi

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5 stelle e Lega sono i vincitori di queste elezioni politiche, ma entrambi non hanno una maggioranza autonoma, né da soli, né in coalizione. Eppure, entrambi rivendicano il diritto a guidare il prossimo Esecutivo, uno come primo gruppo parlamentare, l’altro come prima forza della coalizione più votata. E se aritmeticamente la cosa più ovvia sarebbe una somma tra i loro gruppi parlamentari, politicamente non c’è nessun interesse al matrimonio. Infatti, la Lega ha il suo cavallo di battaglia nella flat tax e quindi nel taglio delle tasse, mentre i 5 stelle puntano sul reddito di cittadinanza, quindi, almeno su questo aspetto, sull’aumento della spesa pubblica. E con tali divergenti obiettivi, almeno su questi temi, è difficile trovare un efficace sintesi di politica economica

1948-2018. Le donne italiane in settanta anni di elezioni

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Parità vo cercando. 1948-2018, settant'anni di elezioni in Italia: a che punto siamo con il potere delle donne? (8 marzo 2018)
palazzo chigi governo

11 ministri e 14 tra viceministri e sottosegretari: i rieletti

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ROMA (Public Policy) - Il presidente del Consiglio uscente, undici ministri e quattordici tra sottosegretari e viceministri. Questo il conto degli esponenti dell'uscente Governo...
partiti politica elezioni

LUISS Open// Lazar e Orsina a confronto sul voto italiano

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ROMA (Public Policy) - Oggi, a Parigi, all’Università di Sciences Po, si stanno riunendo studiosi francesi e italiani per commentare le elezioni politiche italiane di...
grasso leu

Mdp-Art.1, Sinistra italiana, Possibile: chi entra (e chi esce)

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di Fabio Napoli ROMA (Public Policy) - Quattordici alla Camera e quattro al Senato. Sono questi i numeri della pattuglia di parlamentari che Liberi e...
legge elettorale elezioni

Elezioni 4 marzo 2018: una svolta storica?

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Fino ad oggi le elezioni italiane hanno registrato un’evoluzione complessa, ma senza sostanziali rotture degli equilibri sociali ed istituzionali. Prima una Dc “compositiva e contrattualista” verso l’opposizione del Pci e poi il dualismo che ha visto governare, con costante alternanza, il centrodestra (centrato su FI) e il centrosinistra (centrato sui Ds/Pd) hanno assicurato una, pur difficile, continuità con al centro il riferimento europeo ed i valori di libertà e socialità che lo caratterizzano.Le elezioni di domenica scorsa hanno dato risultati che presentano un contesto molto diverso dal passato: per la prima volta la borghesia, il cosiddetto ceto medio, non ha una rappresentanza politica in grado di pesare nella composizione del governo
primarie partiti

Imprese&Lavoro, vincono i critici di Jobs act e Fornero

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ROMA (Public Policy) - Mentre tutti guardano ai risultati elettorali, tra chi canta vittoria (M5s e Lega su tutti) e chi si lecca le...
calenda

Carlo Calenda ha deciso di iscriversi al Pd

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(Public Policy) - "Non bisogna fare un altro partito ma lavorare per risollevare quello che c'è. Domani mi vado ad iscrivere al @pdnetwork". Lo scrive...

I ministri dell’ipotetico Governo M5s

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I ministri dell'ipotetico Governo M5s (1° marzo 2018)

Opinioni

Cosa insegna la vicenda Mes e perché si parla (ora) di...

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di Lorenzo Castellani ROMA (Public Policy) – Le discussioni sulla riforma del Meccanismo europeo di stabilità e sulla legge di Bilancio hanno portato in superficie...