Twist d’Aula – Ma ‘ndo vai (se l’apparato non ce l’hai)

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di Massimo Pittarello ROMA (Public Policy) - Ci sono nomine che non finiscono sui giornali, non vanno in trend topic su Twitter, a volte non rientrano...

Twist d’Aula Il ddl sulle fake news è l’ennesima fake news

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Un'intervista tagliata in modo strumentale, come le promesse elettorali irrealizzabili e le calunnie dell’avversario sono la fisiologia della politica. Sono sempre esistite. Non c’è legge che possa limitarne l’uso, né criterio oggettivo che possa distinguere tra una bugia e un’interpretazione. Soprattutto, c’è la satira. E c’è gente – politici compresi – che credono alle notizie di Lercio. Che facciamo in quel caso? Chiudiamo Lercio? Ecco, se per limitare gli eccessi, si comincia a fare leggi e imporre criteri restrittivi consegnando a qualcuno la patente per diffondere le notizie e ad altri no, si rischia di cadere dalla padella alla brace

Turchia, perché l’economia europea può dormire sonni tranquilli

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di Daniel Gros* ROMA (Public Policy) - Un certo numero di economie emergenti sta attraversando una crisi finanziaria. Argentina e Turchia hanno visto le proprie valute...

Twist d’Aula La silenziosa rivoluzione dei Regolamenti

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Senza referendum, senza fiducia e senza clamore la riforma dei regolamenti parlamentari può essere uno dei chiavistelli con cui, silenziosamente, si potrebbe scardinare la Seconda Repubblica. Certo, da sola non basterebbe. E, certo, deve essere approvata sia al Senato (possibile) che alla Camera (improbabile), ma una norma che vietasse ai parlamentari di iscriversi ad un gruppo diverso da quello di elezioni avrebbe un impatto epocale. Negli ultimi 20 anni, infatti, le coalizioni sono sempre state costruite per vincere e non per governare. A sinistra, Mastella correva con Ferrero; a destra, Bossi con Casa Pound. E così, di conseguenza, nei Parlamenti “maggioritari” eletti con le leggi Mattarella e Calderoli, la patologia della “mobilità parlamentare” è stata molto più diffusa di quanto non avvenisse con la legge proporzionale della Prima Repubblica

Twist d’Aula – Una manovra che conta poco

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di Massimo Pittarello ROMA (Public Policy) – Si dice che Draghi ascolta tutti, poi decide da solo. Ma allora perché nella legge di Bilancio ci...

Resocónto – Bombardiamoli!

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di Gaetano Veninata ROMA (Public Policy) - Nonostante la delizia larussiana di un paio di giorni fa, con un ritmo alla Pound ("Possiamo abbattere tutti...

Public Policy Scenario – Le scadenze elettorali europee nel 2017

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Le scadenze elettorali europee nel 2017 (di Massimo Pittarello)

Resocónto

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di Gaetano Veninata ROMA (Public Policy) - Le parole "domande" e "parlamentari" non vanno granché d'accordo. Non per cattiveria, ma perché di solito i nostri...

Twist d’Aula

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Spiegare ai cittadini che servono 20 miliardi di denaro pubblico, 347 euro a testa bambini compresi, per garantire le banche italiane, non è interesse di nessun politico. Però, o si crede al vecchio adagio per cui “è più criminale fondare una banca che rapinarla”, oppure è evidente che non si può fare a meno del principale canale di collegamento tra la finanza e famiglie e imprese. In Italia specialmente, con l’85% dei finanziamenti che è di origine bancaria. Ora, 20 miliardi, anche se contabilizzati sul debito e non sul deficit, sono una cifra enorme. Ma il fallimento di alcune banche italiane sarebbe assai più doloroso

Il duello Conte-Di Maio deve preoccupare Draghi? // Nota politica

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di David Allegranti ROMA (Public Policy) – Circola una bozza della risoluzione targata M5s che potrebbe accogliere Mario Draghi martedì in Parlamento. Quando il presidente...

Opinioni

Cronaca di un voto annunciato. Alcuni dati da tenere presenti

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di Carmelo Palma ROMA (Public Policy) – I risultati delle elezioni di domenica scorsa comportano molteplici interrogativi circa le scelte che, su questa base, compiranno...