I centri dell’impiego visti da Adapt: modello novecentesco

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ROMA (Public Policy) – “L’Anpal ha appena realizzato un’importante analisi di monitoraggio sui servizi per il lavoro. Ma leggendo il rapporto si scopre che parla solo dei centri pubblici per il lavoro; è un errore di tipo culturale. Si ritorna a un’impostazione credo superata 20-25 anni fa”.

Lo ha detto Michele Tiraboschi, coordinatore scientifico di Adapt-Associazione per gli studi internazionali e comparati sul diritto del lavoro e sulle relazioni industriali, nel corso di un’audizione davanti alla commissione Lavoro del Senato sul funzionamento dei servizi pubblici per l’impiego.

Riguardo ai centri per l’impiego, “oggi abbiamo un sistema che è molto centralizzato; è un corso e ricorso storico quello di continuare a insistere su un modello che è pensato – si sta ancora parlando del collocamento – sul lavoro del ‘900 industriale. Quindi del collocamento da posto a posto, o del collocamento dei lavoratori dipendenti a tempo indeterminato. Questo non è il mercato del lavoro che conosciamo; è un mercato che è completamente cambiato dalle tecnologie, che incidono non solo sui modi di lavorare, ma anche sulle piattaforme dell’incontro tra domanda e offerta”.

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PAM