Cie, Viminale: si possono sostituire, ma con uno strumento simile

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ROMA (Public Policy) – Il superamento dei Cie, i Centri di identificazione ed espulsione? “Si può meditare su una sostituzione con uno strumento che abbia lo stesso tipo di obiettivo e possa raggiungere lo stesso tipo di risultato”.

Lo ha detto il sottosegretario all’Interno, Domenico Manzione, rispondendo a un’interrogazione del Pd (risalente alla primavera scorsa) in aula alla Camera. “Attualmente – ha spiegato – non ci sono nei centri più di 400 persone e sul territorio nazionale, a parte i due siciliani, ne sono rimasti solo tre in funzione”.

Proprio “lo scarso afflusso di persone all’interno di questi centri e la loro dislocazione territoriale – ha aggiunto il rappresentante del Viminale – danno l’idea che si possa riflettere” su un superamento dei centri, “a condizione però che si capisca che il Cie rimane uno strumento che tende a evitare la confusione – che tanto stress provoca ai territori – tra chi ha diritto di asilo e chi no”.

Più in generale, il governo – e il Parlamento – si sono mossi “nella direzione di rendere il più possibile accoglienti, nel rispetto dei diritti umani, i centri in questione”. Tra le problematiche maggiori, ha ricordato Manzione, il protrarsi della permanenza nei centri, “vissuto dagli immigrati con un senso di frustrazione” che può talvolta sfociare “in violenza o episodi di autolesionismo”.

Il sottosegretario ha ricordato come vadano nella giusta direzione, per migliorare il sistema, la legge 161 del 2004, il recente decreto Svuota carceri e il regolamento unico per il funzionamento dei centri. (Public Policy)

GAV