ROMA (Public Policy) – Alla Camera bisognerà aspettare ancora prima che la proposta di legge delle opposizioni sui congedi parentali (a prima firma Elly Schlein) approdi in aula. L’esame in assemblea, inizialmente fissato per lunedì 9 febbraio, è infatti slittato al 23 febbraio. Fino ad allora la commissione Lavoro dovrà procedere alle votazioni degli emendamenti depositati la scorsa settimana. Ma assumerà un ruolo centrale la relazione tecnica della Ragioneria di Stato, che dovrebbe arrivare in questi giorni, sulle coperture quantificate in 3 miliardi di euro dalla proposta di legge.
Sono appena 17 le proposte di modifica al vaglio della commissione sul testo che, tra le altre cose, propone di portare al 100% l’indennità giornaliera prevista per il congedo genitoriale e punta ad estendere il congedo di paternità obbligatorio dagli attuali 10 giorni lavorativi a 4 mesi ai quali si aggiungerebbe un ulteriore periodo facoltativo di un mese (per un totale di 5 mesi).
Come anticipato dalla relatrice, Marta Schifone (FdI), Fratelli d’Italia non ha depositato nessun emendamento anche perché, al momento, manca ancora la relazione tecnica della Ragioneria di Stato. Anche la Lega però non si è esposta: dal Carroccio, infatti, non sono arrivate proposte per modificare il testo delle opposizioni, al netto di un emendamento di carattere interpretativo (presentato anche da Forza Italia) con cui si stabilirebbe che “i servizi di educazione” per i quali il datore di lavoro eroga somme o prestazioni (che godono di esenzione fiscale) sono anche i servizi “non erogati in ambito scolastico e formativo”.
In sostanza, quindi, è Forza Italia l’unico partito di maggioranza ad avanzare emendamenti. Nel fascicolo di proposte si sommano poi quelle del gruppo misto (Minoranze linguistiche) e quelle sottoscritte dal Movimento 5 stelle. Guardando alle proposte avanzate dalla maggioranza e quindi da Forza Italia, una merita particolare attenzione. Si tratta della proposta di modifica che cancellerebbe l’attuale articolo 2 (quello che innalzerebbe il congedo di paternità obbligatorio a 4 mesi) sostituendolo con una norma che andrebbe a limitare il diritto alle indennità (previste in caso di licenziamento) nell’ipotesi di dimissioni volontarie presentate durante il periodo per cui è previsto il divieto di licenziamento.
Attualmente questo diritto è riconosciuto anche al padre lavoratore che ha fruito del congedo di paternità, ma l’emendamento di Forza Italia propone di riconoscerlo al padre che abbia fruito del congedo di paternità “alternativo” e cioè il congedo riconosciuto al padre lavoratore in sostituzione di quello spettante alla madre in casi gravi come morte, grave infermità, abbandono o affidamento esclusivo.
Seppure questo emendamento sembri osteggiare la pdl delle opposizioni, altre proposte normative di Forza Italia preservano il testo originario proponendo correttivi. Tra le richieste degli azzurri, per esempio, c’è quella di riconoscere il ‘Bonus mamme’ alle “madri con due figli entrambi adottivi” o alle “madri con due figli di cui il secondo è adottivo” fino al “compimento del decimo anno dall’ingresso in famiglia del secondo figlio e comunque non oltre il compimento del diciottesimo anno di età”. (Public Policy) GPA





