Cosa cambia per il Ponte sullo Stretto con il decreto Infrastrutture

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di Giada Scotto

ROMA (Public Policy) – Nella riunione del Consiglio dei ministri di giovedì è arrivato il via libera al dl Infrastrutture, il decreto predisposto dal Mit con interventi che vanno dalla messa in sicurezza del traforo del Gran Sasso e delle tratte autostradali A24 e A25 all’accelerazione della realizzazione della linea C della Metropolitana di Roma, fino alla predisposizione di uno schema di bando-tipo da sottoporre alla Conferenza unificata per l’affidamento delle concessioni demaniali marittime.

Nel decreto approvato dal Cdm figurano anche le norme relative alla realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina, con l’obiettivo dichiarato di rispondere ai rilievi sollevati dalla Corte dei conti e “garantire il tempestivo completamento dell’iter approvativo” per far partire i cantieri.

Su questo fronte, il testo è stato rivisto sino all’ultimo, per recepire le indicazioni arrivate dal Quirinale nel corso delle interlocuzioni degli ultimi giorni. Per questo, non trovano infine spazio nel decreto le disposizioni che circoscrivevano il perimetro del controllo della Corte dei Conti. Saltata anche la nomina di una sorta di commissario straordinario per l’opera, a cui sarebbe stato affidata la gestione dell’iter per riscrivere la delibera Cipess bocciata dalla magistratura contabile. Una figura per la quale era circolato il nome dell’amministratore della Stretto di Messina Spa, Pietro Ciucci.

La regia torna al Mit, come aveva preannunciato nei giorni scorsi lo stesso ministro Matteo Salvini: “Ho letto polemiche di gente che non conosce i fatti, Ciucci non è l’amministratore delegato di una società privata, perché Stretto di Messina Spa è interamente pubblica, quindi non c’è nessun conflitto di interesse, ma onde togliere terreno a quelli che inventano anche le cose che non ci sono, ci facciamo carico noi, al Mit, di tutti i procedimenti per ottemperare alle richieste della Corte dei conti, per andare a Bruxelles a parlare con la Commissione e avviare finalmente i cantieri”.

Sarà dunque il ministero di Porta Pia a provvedere direttamente a tutti adempimenti necessari. Il Mit – si legge nel testo del provvedimento, preso in visione da Public Policy – si occuperà in primis di “svolgere, in raccordo con la Presidenza del Consiglio dei ministri e con le altre amministrazioni competenti, gli adempimenti istruttori propedeutici all’adozione di una nuova delibera del Cipess”. E questo attraverso: “l’aggiornamento del piano economico-finanziario della società concessionaria, anche al fine di recepire le variazioni alle autorizzazioni di spesa per la realizzazione dell’opera”; “l’acquisizione del parere dell’Autorità di regolazione dei trasporti (Art) sulle tariffe di pedaggio per l’attraversamento del collegamento stabile stradale, definite nel nuovo piano economico-finanziario della società concessionaria”; “la sottoposizione al Consiglio superiore dei lavori pubblici di una richiesta di parere sui profili tecnici di particolare complessità e rilevanza della relazione del progettista”.

Il ministero si occuperà inoltre di svolgere, in raccordo con la presidenza del Consiglio dei ministri e con le altre amministrazioni competenti, gli adempimenti istruttori previsti dalla direttiva Habitat. E questo mediante: una delibera del Mase di ricognizione delle valutazioni ambientali; una delibera del Mit di individuazione delle conseguenze dell’opera su salute e sicurezza pubblica; la sottoposizione al Consiglio dei ministri di “una nuova proposta di deliberazione in merito ai motivi imperativi di rilevante interesse pubblico che, in considerazione delle conseguenze individuate dalle delibere” appena nominate, “giustificano la realizzazione dell’opera”.

Il Mit svolgerà infine, in raccordo con la Presidenza del Consiglio dei ministri e con le altre amministrazioni competenti, “gli adempimenti istruttori relativi al dialogo strutturato con la Commissione europea sulla valutazione della compatibilità del progetto con il quadro normativo dell’Unione europea”, così come “ogni altro compito funzionale alla prosecuzione e conclusione dell’iter approvativo dell’opera”.

Nel testo si prevede inoltre la nomina dell’amministratore delegato pro tempore di Rfi a “commissario straordinario per la realizzazione degli interventi infrastrutturali ferroviari complementari al collegamento stabile tra la Sicilia e la Calabria, individuati e attribuiti a Rete Ferroviaria Italiana S.p.A. (Rfi)”. (Public Policy)

@GiadaScotto

(foto cc Palazzo Chigi)