Cosa prevede il dl Agricoltura dopo il passaggio alla Camera

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di Giordano Locchi

ROMA (Public Policy) – È arrivato mercoledì, in serata, il via libera da parte della Camera al dl Agricoltura varato dal Governo – su proposta del ministro delle Politiche agricole Gian Marco Centinaio – il 7 marzo, ed entrato in vigore il 30 marzo (‘decreto legge 29 marzo 2019, n. 27, recante disposizioni urgenti in materia di rilancio dei settori agricoli in crisi e di sostegno alle imprese agroalimentari colpite da eventi atmosferici avversi di carattere eccezionale e per l’emergenza nello stabilimento Stoppani, sito nel Comune di Cogoleto’). Il provvedimento è atteso per la seconda lettura in Senato, dove sarà esaminato in aula nella settimana dal 14 al 16 maggio.

Si tratta di un testo che contiene misure per contrastare le emergenze del settore come la Xylella in Puglia e nei comparti agrumicolo, oleario e del latte ovicaprino alla luce della crisi dei pastori sardi, alle quali si è aggiunta una norma per prorogare il commissariamento per il superamento dello stato di emergenza e la messa in sicurezza degli stabilimenti della ex Stoppani di Cogoleto.

Per il settore lattiero-caseario del comparto ovino e caprino (che sta attraversando una fase di crisi economica caratterizzata dal crollo del prezzo del pecorino romano a denominazione di origine protetta) viene istituito, nello stato di previsione del ministero delle Politiche, un fondo con una dotazione iniziale di 10 milioni di euro per il 2019. E’ poi previsto un contributo, nel limite di spesa di 5 milioni di euro per il 2019, destinato alla copertura, totale o parziale, dei costi per gli interessi dovuti per il medesimo anno sui mutui bancari contratti dalle imprese entro la data del 31 dicembre 2018.

Viene poi introdotto l’obbligo di rilevazione delle consegne di latte. Il decreto prevede che i primi acquirenti di latte crudo sono tenuti a registrare mensilmente, nella banca dati del Sian, i quantitativi di latte ovino, caprino e il relativo tenore di materia grassa, consegnati loro dai singoli produttori nazionali, i quantitativi di latte di qualunque specie acquistati direttamente dai produttori, nonché quelli acquistati da altri soggetti non produttori, situati in Paesi dell’Unione europea o in Paesi terzi e i quantitativi di prodotti lattiero-caseari semilavorati provenienti da Paesi dell’Unione europea o da Paesi terzi con indicazione del Paese di provenienza. È previsto anche che le aziende che producono prodotti lattiero-caseari contenenti latte vaccino, ovino o caprino debbano registrano mensilmente, per ogni unità produttiva, nella banca dati del Sian, i quantitativi di ciascun prodotto fabbricato, i quantitativi di ciascun prodotto ceduto e le relative giacenze di magazzino.

Per chi non adempie alle registrazioni al Sian sono previste specifiche sanzioni. In particolare, se non si provvede entro il ventesimo giorno del mese successivo a quello al quale la registrazione si riferisce, è prevista una sanzione da 5mila a 20mila euro. Se il ritardo non supera trenta giorni lavorativi, la sanzione è ridotta della metà. Se non si provvede o si provvede in ritardo alla registrazione per quantitativi di latte che superano i 500 ettolitri si applica anche la sanzione accessoria del divieto di svolgere le attività soggette a registrazione per un periodo da 7 a 30 giorni. Per l’applicazione di quest’ultima sanzione la mancata o tardiva registrazione deve avvenire per due mesi consecutivi.

Il decreto interviene anche sul recupero delle somme, anche in via coattiva, nella fase attuativa della sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea 24 gennaio 2018, n. C-433/15, che ha ravvisato un inadempimento nella condotta dello Stato italiano in relazione alle procedure di recupero del prelievo supplementare sul latte. L’obiettivo del decreto su questo punto è di attribuire le competenze per gli atti della riscossione all’Agenzia delle entrate, sottraendole all’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (Agea). Viene poi incrementa, con una dotazione pari a 14 milioni di euro per l’anno 2019, il fondo nazionale per la distribuzione delle derrate alimentari agli indigenti, con la precisazione che la dotazione sia utilizzata per acquistare formaggi Dop fabbricati esclusivamente con latte di pecora.

Il Fondo di solidarietà nazionale viene incrementato di 20 milioni di euro per il 2019. Alle imprese agricole della Puglia colpite dalle gelate eccezionali verificatesi dal 26 febbraio al 1° marzo 2018, il decreto consente di beneficiare di contributi in conto capitale fino all’80 per cento del danno sulla produzione lorda vendibile ordinaria, di prestiti ad ammortamento quinquennale per le maggiori esigenze di conduzione aziendale nell’anno in cui si è verificato l’evento e in quello successivo, della proroga delle rate delle operazioni di credito in scadenza nell’anno in cui si è verificato l’evento calamitoso e di contributi in conto capitale per il ripristino delle strutture aziendali e la ricostituzione delle scorte eventualmente compromesse o distrutte.

Viene poi riconosciuto, nel limite di spesa di 5 milioni di euro per l’anno 2019, un contributo destinato alla copertura, totale o parziale, dei costi per gli interessi dovuti per lo stesso anno sui mutui bancari contratti dalle imprese del settore olivicolo oleario entro la data del 31 dicembre 2018. Sulla Xylella, vengono inserite norme che prevedono la possibilità di attuare gli interventi fitosanitari d’urgenza e di estirpazione in deroga alla normativa vigente, prevedendo dei limiti. In presenza di misure di emergenza fitosanitaria, può essere consentito, caso per caso, di non rimuovere le piante monumentali o di interesse storico se non è accertata la presenza dell’infezione, fermo restando il rispetto delle ulteriori misure di emergenza.

Previsti anche 300 milioni di euro nel biennio 2020-2021 per sostenere la rigenerazione dell’olivicoltura in Puglia nelle zone infette dalla Xylella, esclusa la parte soggetta alle restrizioni della zona di contenimento. La misura, fortemente voluta dal ministro per il Sud Barbara Lezzi, era arrivata in forma di emendamento del relatore in commissione agricoltura alla Camera. Anche in campo agrumicolo viene riconosciuto un contributo, nel limite di spesa di 5 milioni di euro per l’anno 2019, destinato alla copertura, totale o parziale, dei costi per gli interessi dovuti per il medesimo anno sui mutui bancari contratti dalle imprese entro la data del 31 dicembre 2018.

Con il passaggio in commissione Agricoltura, come ha dichiarato il relatore del testo (lo stesso presidente della XIII commissione di Montecitorio Filippo Gallinella, M5s) è stato “approvato anche un emendamento relativo alle anticipazioni dei pagamenti Pac per gli agricoltori e inseriti nel decreto anche interventi per contrastare le difficoltà del settore suinicolo e per affrontare le problematiche dell’emergenza ‘lingua blu’, virus che colpisce gli ovini e i bovini”. In questo ambito si prevede che “ai fini del contrasto e dell’eradicazione della febbre catarrale degli ovini (‘lingua blu’)” e “tenuto conto dei programmi di controllo e della situazione epidemiologica derivante dalla circolazione dei diversi sierotipi del virus, l’intero territorio nazionale si considera quale area omogenea e non soggetta a restrizioni per quanto riguarda la movimentazione degli animali della specie bovina”

È stato anche inserito il riordino del sistema sanzionatorio del settore pesca e una misura per sostenere i frantoi oleari danneggiati dalle gelate in Puglia: Il dl stanzia infatti un massimo di 8 milioni di euro per questi soggetti (che a causa delle gelate eccezionali che si sono verificate dal 26 febbraio al 1° marzo 2018 hanno interrotto l’attività e hanno quindi subìto una riduzione fatturato rispetto al valore mediano del corrispondente periodo del triennio 2016-2018). Non ha trovato spazio invece la proposta del Pd di di stanziare risorse aggiuntive anche per l’Emilia-Romagna, colpita da gelate nello stesso periodo del febbraio e marzo 2018.

È stata inserita anche una misura relativa ai braccianti che abbiano lavorato in imprese agricole beneficiarie degli aiuti per le calamità naturali, non assicurate. La norma riconosce per il 2019, in particolare per i territori pugliesi colpiti dalla Xylella, un numero di giornate necessarie al raggiungimento di quelle effettivamente svolte nell’anno precedente in aggiunta alle giornate di lavoro prestate. La norma vuole rispondere al problema di quei lavoratori che, a causa di eventi atmosferici eccezionali, non hanno potuto lavorare le giornate necessarie a raggiungere le quote necessarie alla fruizione dei benefici previdenziali e assistenziali.

È stato anche fissato il principio per il quale nel caso in cui sia fissato dall’acquirente un prezzo, per il prodotto agricolo che viene ceduto, significativamente inferiore ai costi medi di produzione elaborati da Ismea, si verifica una “pratica commerciale sleale”, per la quale l’Antitrust potrà applicare sanzioni a carico dell’impresa acquirente fino al 10% del fatturato realizzato nell’ultimo esercizio precedente all’accertamento. E, in caso di violazione reiterata, può essere disposta anche la sospensione dell’attività dell’impresa fino a 30 giorni.

Nel passaggio in aula sono state inserite anche due nuove norme per il sostegno delle imprese del settore olivicolo-oleario dei comuni della Provincia di Pisa, Calci, Vicopisano e Buti, che hanno subìto danni causati dagli incendi del settembre 2018, e per la produzione dello zucchero. La prima novità, arrivata su proposte di maggioranza ma anche Pd e Leu, prevede che per le aziende colpite dagli incendi e non assicurate hanno la possibilità di un ristoro della produzione perduta per il 2019 nel limite complessivo di 2 milioni di euro stanziati per quest’anno.

La norma per sostenere il settore saccarifero in crisi, inizialmente proposta dalla Lega, prevede che se sulle imprese dello zucchero gravano procedimenti di recupero degli aiuti (ottenuti nell’ambito del Fondo europeo agricolo di garanzia e del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e per i quali la Commissione Ue ha deciso nel 2015 che sono esclusi dal finanziamento dell’Unione), tali procedimenti decorrono dall’accertamento definitivo della loro imputabilità ai beneficiari. Quindi, le garanzie fideiussorie prestate per evitare le azioni di recupero mediante compensazione già avviate sono prive di effetti. (Public Policy)

@Locchiaperti