Il decreto Fisco partirà dal Senato

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ROMA (Public Policy) – Al termine di una settimana caratterizzata da turbolenze interne al Governo dopo il voto referendario, venerdì scorso si è riunito il Consiglio dei ministri che ha dato il via libera al decreto fiscale. Dentro, alcuni passi indietro rispetto all’ultima legge di Bilancio.

Con il provvedimento, infatti, arriva lo slittamento al 1° luglio per la tassa da 2 euro sui piccoli pacchi di provenienza extra Ue. Ma viene anche esteso l’iperammortamento cancellando la clausola “made in Ue” e cioè il vincolo di provenienza europea dei beni agevolabili.

E, ancora, la Manovra viene corretta ripristinando il regime di esclusione dei dividendi (nella misura del 95% per le società). Il decreto, infatti, cancella le novità introdotte dalla legge di Bilancio per accedere alla tassazione agevolata dell’1,2%. Viene eliminato, quindi, il limite delle partecipazioni detenute, direttamente o indirettamente, tramite società controllate, in misura non inferiore al 5% ovvero di importo non inferiore a 500mila euro.

Il provvedimento licenziato venerdì scorso però ha anche un impatto significativo su Transizione 5.0 visto che, di fatto, riduce gli incentivi per le imprese. Il decreto, infatti, prevede “un contributo, sotto forma di credito d’imposta, nel limite di spesa di 537 milioni di euro per l’anno 2026, pari al 35% dell’ammontare del credito d’imposta richiesto”.

I destinatari della misura sono le aziende che, pur avendo presentato regolarmente i progetti nel 2025, erano rimaste in attesa a causa dell’esaurimento delle risorse a disposizione. In base alla norma introdotta, però, adesso queste aziende potranno ricevere solo il 35% delle risorse richieste. Non solo, perché la misura riguarderà esclusivamente gli investimenti in beni strumentali. Sarebbero esclusi, quindi, quelli sostenuti ad esempio per gli impianti per energia da fonti rinnovabili.

Subito dopo il Cdm, Palazzo Chigi ha fatto sapere che il Governo “ha intenzione di avviare nei prossimi giorni un tavolo di confronto con le categorie produttive interessate” con l’obiettivo di “valutare, in sede di conversione del decreto, eventuali risorse aggiuntive che si rendano disponibili, anche alla stregua delle osservazioni che saranno ricevute sull’ordine di priorità per il loro utilizzo”.

Il confronto con le associazioni è già stato fissato per la giornata di mercoledì (alle 11) al Mimit che, in un primo momento, ha fatto sapere di aver accolto positivamente la misura “per il significativo aumento dello stanziamento per la Nuova Transizione 5.0”.

In questo modo, hanno detto fonti del Mimit, “salgono a quasi 10 miliardi le risorse a disposizione delle imprese per gli investimenti da effettuare nel triennio 2026-2028”. Il nuovo decreto attuativo, hanno aggiunto dal Mimit, “sarà predisposto nei prossimi giorni, con le necessarie modifiche alla versione originale trasmessa dal Mimit lo scorso 5 gennaio, per recepire le novità sollecitate e introdotte dal decreto fiscale”. (Public Policy) GPA