Cosa prevedono le nuove linee guida sulla scuola in ospedale

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ROMA (Public Policy) – Costituire uno strumento operativo concreto per “agevolare e coordinare le procedure amministrative documentali necessarie” e fornire “indicazioni utili a riorientare opportunamente le strategie metodologico-didattiche”, con l’obiettivo di governare “il complesso impatto relazionale che viene a determinarsi nel delicato contesto di vita dell’alunno temporaneamente malato“.

Con un decreto pubblicato sul sito del Miur, sono state adottate le nuove linee di indirizzo nazionali sulla scuola in ospedale e l’istruzione domiciliare. Vediamo il contenuto.

FINALITÀ

Si tratta, dunque, dell’attività delle sezioni scolastiche dipendenti da scuole il cui funzionamento è autorizzato all’interno di un ospedale sulla base di apposite convenzioni, nel rispetto delle priorità terapeutico-assistenziali.

La scuola in ospedale, si legge nel documento, “persegue un progetto di tutela globale del bambino/a/ragazzo/a ospedalizzato, che viene preso in carico, non solo come paziente o semplice alunno, ma in modo globale e condiviso tra tutti gli operatori con cui viene in contatto, secondo il principio dell’alleanza terapeutica”.

Le linee guida, poi, sono anche rivolte al servizio di istruzione domiciliare, ovvero quello erogato ad alunni che “a causa di gravi patologie, siano sottoposti a terapie domiciliari che impediscono la frequenza regolare della scuola per un periodo non inferiore ai 30 giorni, anche non continuativi”.

Per gli alunni con disabilità certificata secondo la legge 104 del 92 e impossibilitati a frequentare la scuola, invece, l’istruzione domiciliare “potrà essere garantita dall’insegnante di sostegno, assegnato in coerenza con il progetto individuale ed il piano educativo individualizzato (Pei)”.

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IAC