Le “opinioni” di Crimi su Radio Radicale: dalla gara all’archivio

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radio radicale vito crimi

ROMA (Public Policy) – “Riguardo alla convenzione con Radio Radicale, posso rispondere se c’è qualche richiesta di chiarimenti, ma non è competenza del dipartimento per l’Editoria, ma del Mise. Non posso andare a travalicare. Se si vuole affrontare quell’argomento specifico i dettagli vanno chiesti al Mise. Non mi sottraggo ad eventuali domande, però rimangono le mie eventuali opinioni“.

Lo ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’Editoria, Vito Crimi (M5s), nel corso di un’audizione davanti alla commissione di Vigilanza Rai.

Ed eccole, le sue opinioni:

LA POSIZIONE NON CAMBIA

“Sulla convenzione a Radio Radicale, personalmente ritengo che come Governo abbiamo tenuto, e continuiamo a tenere, la posizione che non debba prorogarsi. Già a dicembre avevamo fatto una proposta: era di prorogare per un anno a un valore di 5 milioni di euro. Perché 5 anzichè 10? Sia perché le tecnologie oggi consentono di ridurre determinati costi, e anche perché è stata ribadita l’importanza di alcune attività svolte da Radio Radicale, che non sono oggetto della convenzione. Quindi, delle due l’una: o abbiamo pagato troppo una convenzione, o Radio Radicale ha svolto delle attività non in convenzione utilizzando i fondi della convenzione. Questi sono fatti, perché l’attività della convenzione è legata eslusivamente alla trasmissione delle sedute parlamentari”.

PAURA?

“Nessuno dal 1994 ad oggi si è preso la briga di cambiare la convenzione con Radio Radicale o di fare la gara. Forse per paura di fare una gara, non so, perchè oggi tutti chiedono una gara, ma son passati 25 anni, e per 25 anni la convenzione è stata prorogata d’emblée, senza alcuna gara. Oggi mi stupisce l’atteggiamento di chi chiede una gara, e non mi riferisco a Radio Radicale, che in qualche occasione l’ha ribadito, ma forse non con la veemenza che sta manifestando in questi giorni. Complessivamente, con tutte le forze politiche che si sono alternate in questi 25 anni, nessuno ha mai rinnovato quella gara. Per paura forse che qualche altro soggetto potesse vincerla? Non lo so, però non è stato fatto”.

GR PARLAMENTO

“Dobbiamo ricordare che c’è un canale istituzionale e anche radiofonico della Rai, che è Gr Parlamento, che comunque trasmette le sedute parlamentari. Di fatto”, in riferimento a Radio Radicale, “è una duplicazione dell’oggetto della convenzione. E quando un’amministrazione pubblica deve valutare come spendere delle risorse deve anche prendere in considerazione questo”.

L’ARCHIVIO

Sull’archivio di Radio Radicale, “ribadisco la massima attenzione a preservarlo, con una precisazione: questo archivio, in particolare quello dal ’94 in poi, è stato realizzato con soldi pubblici. Quindi anche la valorizzazione economica deve tenere conto anche di questo aspetto. So che la Rai ha fatto dei passaggi e delle interlocuzioni con Radio Radicale, in merito alle possibilità o agli asset che possono essere di interesse del servizio pubblico, ma è un’attività esclusiva che svolge il Cda Rai o l’Ad. Credo che in queste scelte la politica non debba entrare”.

E ancora: l’archivio “è un tema che vorrei distinguere dalla convenzione, non è che sparisce il 21 maggio, salvo che non ci sia la volontà di Radio Radicale di farlo sparire, ma non credo che ci sia. L’archivio oggi è in mano a un privato. Quindi, riguardo al timore che ‘cada in mano ad un privato’, oggi è in mano ad una Spa, di cui uno dei soci è una holding di supermercati. Centro produzioni Spa è posseduta al 25% da una holding di supermercati, ed è un dato di fatto. Un ragionamento sull’archivio si può fare, ed è un tema che dobbiamo assolutamente affrontare. Si possono provare alcune strade. Ci sono delle proposte per proseguire l’attività di digitalizzazione per la parte vecchia, e per la preservazione di questo archivio, che chiaramente è oggetto di una convenzione diversa, che non ha nulla a che vedere con quella attualmente in essere”.

L’EMENDAMENTO DELLA LEGA

In serata è poi arrivato l’emendamento della Lega al decreto Crescita, firmato da Massimiliano Capitanio, che propone una proroga di sei mesi della convenzione, con una copertura di 3,5 milioni di euro. Staremo a vedere. (Public Policy) PAM-GAV