Stop Rdc, sgravi per i pensionati: le proposte FdI spiegate da Rizzetto

0

di Francesco Ciaraffo

ROMA (Public Policy) – Dalla cancellazione del Reddito di cittadinanza (l’abolizione “sarà un percorso rapidamente progressivo e creeremo le condizioni per trovare un posto di lavoro”), fino alle proposte sulla previdenza ma anche lo sgravio per i pensionati che aiutano i nipoti. Abbiamo parlato con Walter Rizzetto, il punto di riferimento di Fratelli di Italia in Parlamento sui temi del lavoro e del welfare, per analizzare le proposte avanzate in campagna elettorale.

D. Dopo oltre 9 anni in Parlamento, sempre all’opposizione, le prossime elezioni politiche potrebbe vedere il centrodestra vincente e Fratelli d’Italia in maggioranza. Al momento lei è candidato nell’uninominale alla Camera nel collegio di Udine, ma dove si immagina il 26 settembre?

R. Non lo so, penso sia molto prematuro parlare di incarichi di Governo. Ritengo che la cosa migliore per coloro che come me hanno trascorso quasi 10 anni in commissione Lavoro sia continuare a occuparsi di questi temi, non per forza in un ministero. Ma ripeto, è molto molto prematuro parlare di questo argomento.

D. Parliamo di pensioni, allora. C’è la possibilità di un ritorno alla legge Fornero, che avete sempre contrastato. Che idee avete?

R. La proposta del centrodestra si basa sulla flessibilità in uscita che dovrebbe aiutare anche quella in entrata. Anche perchè, ricordiamo, il dl Dignità ha fatto molto male all’occupazione. La nostra proposta parte dalla flessibilità in uscita già dai 62 anni con un piccolo decalage sull’assegno mensile. Inoltre, sul tema pensioni serve un fondo di garanzia destinato ai giovani che non pagano regolarmente contributi per permettere loro di avere in futuro un assegno dignitoso.

D. Sul tavolo avanzate anche l’ipotesi Quota 41. Secondo i calcoli della Cgil servirebbero poco più di 1 miliardo, mentre l’Inps stima nel breve-medio periodo un costo da poco meno di 5 miliardi nel primo anno a oltre 9 nel decimo anno di entrata in vigore. É una proposta sostenibile?

R. Siamo confortati dalle stime della Cgil, in base alle quali le spese sono ampiamente sostenibili. Ritengo le stime di Inps, invece, un po’ sopravvalutate. Inoltre, c’è qualche miliardo tra evasione fiscale, truffe al reddito di cittadinanza e superbonus, il quale si badi bene, è stato un ottimo strumento, che in termini di coperture si può trovare. In generale, quindi non solo in riferimento a Quota 41, credo che serva andare al Governo e capire quali sono veramente i conti corretti e quali le risorse a disposizione per passaggi così delicati.

D. Nel vostro programma c’è anche una proposta sulle ‘pensioni d’oro’. Nello specifico, il ricalcolo, oltre una determinata, degli assegni che non corrispondono a contributi effettivamente versati. Nella scorsa legislatura la vostra leader, Giorgia Meloni, aveva presentato una proposta di legge che prevedeva il ricalcolo con il metodo contributivo dei trattamenti pensionistici superiori a dieci volte il trattamento minimo Inps. Stavolta ce la farete?

R. Esatto, e quella proposta è stata bocciata in primis dal Pd. Quando saremo in quelle stanze cercheremo di capire bene i costi e i benefici.

D. Il vostro programma prevede poi l’introduzione di un meccanismo di solidarietà intergenerazionale. In sostanza, un’agevolazione fiscale per i pensionati e gli over 65 che sostengono oneri in favore di parenti under 36 per spese sanitarie, istruzione scolastica e universitaria, sport e anche affitti o acquisto della prima casa. Qual è la ratio?

R. Si tratta di una proposta molto lineare e al passo con i tempi. I veri ammortizzatori sociali di questo Paese sono le famiglie e i nonni, le madri e i padri che sostengono i ragazzi anche nella ricerca stessa di un posto di lavoro. Serve uno sgravio per coloro che sono ormai dei veri ammortizzatori sociali.

D. Ma non rischia di essere una misura di assistenzialismo, che avete sempre contrastato?

R. Assolutamente no, in ogni caso sarà una misura a termine. Non andrà avanti per anni, ma si accompagnerà con quella che è la vera misura di rilancio dell’occupazione in Italia, cioè l’abbattimento del cuneo fiscale, che crea, appunto, occupazione mediamente stabile.

D. Ultima domanda sul reddito di cittadinanza. Come spiegherete i motivi della proposta di abolizione ai 2,2 milioni di nuclei familiari per 4,8 milioni di persone che nei primi 36 mesi di applicazione della misura hanno avuto accesso al sostegno?

R. A una parte di queste persone, ovvero coloro che sono totalmente inabili al lavoro, noi diciamo che una misura di questo tipo può continuare; a coloro che sono giustamente preoccupati perchè fanno fatica a trovare un lavoro, diciamo che sarà un percorso progressivo, ma rapido. Saranno prima poste le condizioni perchè le aziende possano assumere in modo certo. E, con tutta la calma e comprensione, dico che non si può vivere di assistenza per molti anni; ad un certo punto occorre, con tutte le condizioni favorevoli possibili, cercare e trovare un’occupazione. Daremo una mano in questo senso, anche sostenendo, e molto, la formazione. Una grande parte di coloro che prendono il reddito di cittadinanza passerà dal sussidio finalmente al lavoro, e sarà la cosa più bella. (Public Policy)

@fciaraffo