ROMA (Public Policy) – L’Ufficio di presidenza della commissione Affari costituzionali della Camera svoltosi mercoledì ha proposto di riprendere – e chiudere – la prossima settimana l’esame del ddl costituzionale in materia di Roma Capitale, su cui permane tuttavia il nodo politico relativo all’emendamento presentato dal Governo.
La conferenza dei capigruppo di Montecitorio ha infatti fissato l’approdo in aula del testo governativo per il prossimo lunedì 9 marzo, e in commissione resta da avviare l’esame della trentina di emendamenti presentati dai gruppi. Ora, la 1a di Montecitorio presieduta da Nazario Pagano (FI) punta a conferire il mandato ai relatori Paolo Barelli (FI) e Marco Perissa (FdI) entro giovedì 5 marzo.
Risolto il nodo con la Lega, tuttavia, resta ora da sciogliere la divergenza di vedute con il Pd, che aveva incardinato diverse pdl sul tema e che è favorevole all’attribuzione di nuovi poteri legislativi alla città di Roma ma che – spiegano parlamentari dem della commissione – non sarebbe al momento disposto a votare l’emendamento del Governo e, conseguentemente il ddl.
Il nodo andrà dunque sciolto, secondo quanto si apprende, in confronti extra parlamentari tra i vertici di Governo e quelli del Campidoglio.
Si ricorda, infatti, che la Lega – scettica sull’attribuzione di più poteri esclusivamente a Roma – aveva presentato un emendamento, a prima firma di Igor Iezzi, per estendere alcune delle facoltà legislative previste per Roma ai “Comuni capoluogo delle città metropolitane” (già in estate, tra l’altro, il capogruppo in Senato Massimiliano Romeo aveva presentato un ddl per l’attribuzione di poteri legislativi alla città di Milano).
All’interno della maggioranza, la quadra si è trovata con la presentazione di un emendamento di Governo che prevede che “la legge dello Stato può attribuire funzioni più ampie ai Comuni capoluogo delle città metropolitane”. Iezzi ha infatti contestualmente ritirato il proprio emendamento.
Se la maggioranza sarebbe ora intenzionata a procedere, tuttavia, l’emendamento di Governo non convice il Pd, attivo sin dall’inzio dei lavori sul tema di Roma, e, trattandosi di una modifica costituzionale, la convergenza bipartisan consentirebbe anche di ottenere il sostegno necessario per evitare il referendum. (Public Policy) MAR




