La destra ha ‘cancellato’ la proposta Conte sul conflitto di interessi

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ROMA (Public Policy) – Il Governo è delegato ad adottare, entro ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, un decreto legislativo di riforma della disciplina in materia di conflitto di interessi per i titolari di cariche di governo statali, regionali e per i presidenti e i componenti delle autorità indipendenti di garanzia, vigilanza e regolazione”.

Lo prevede l’emendamento del relatore, il capogruppo di Forza Italia in I Paolo Emilio Russo, approvato giovedì alla proposta a prima firma del presidente del Movimento 5 stelle Giuseppe Conte che contiene disposizioni “in materia di conflitti di interessi”, all’esame della commissione Affari costituzionali di Montecitorio.

La proposta di modifica sostituisce l’articolo 1 della pdl con la previsione della delega e sopprime gli articoli che vanno dal 2 al 18 del testo presentato da Conte.

Ai fini della presente legge “per titolari di cariche di governo statali si intendono il presidente del Consiglio dei ministri; i vicepresidenti del Consiglio dei ministri, i ministri, i viceministri, i sottosegretari di Stato e i commissari straordinari del Governo di cui all’articolo 11 della legge 23 agosto 1988, n. 400”. Mentre “per titolari di cariche di governo regionali si intendono il presidente della regione e i componenti della giunta regionale”, si legge nell’emendamento.

Il dlgs che verrà adottato dal Governo dovrà rispettare una serie di “principi e criteri direttivi”, come ad esempio l’”individuazione di una situazione di conflitto di interessi quando uno dei soggetti partecipa all’adozione di un atto o omette l’adozione di un atto dovuto trovandosi in una delle situazioni di incompatibilità”.

E ancora: “individuazione delle situazioni di incompatibilità tra la titolarità degli incarichi e l’assunzione di cariche, uffici, funzioni, con previsione che tra tali cariche, uffici e funzioni rientrino quelle in enti di diritto pubblico, anche economici, in imprese pubbliche o private, in organismi di diritto pubblico, consorzi, nonché aziende speciali e istituzioni previste dall’articolo 114 del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali”; “individuazione delle situazioni di incompatibilità tra la titolarità degli incarichi lo svolgimento di attività professionali o di lavoro autonomo, in forma associata o societaria, di consulenza o arbitrale, svolte in favore di soggetti pubblici o privati”; “disciplina delle situazioni di incompatibilità con previsione di un termine temporale per la rimozione di tali situazioni”.

Il dlgs dovrà poi occuparsi anche dell’individuazione di un’ulteriore situazione di incompatibilità, per i soggetti di cui al con la proprietà, il possesso o la disponibilità di partecipazioni superiori al 50 per cento del capitale sociale di un’impresa che svolge la propria attività in regime di concessione rilasciata dallo Stato o dalle regioni, di un’impresa che sia titolare di diritti esclusivi o che operi in regime di monopolio”

E ancora: “disciplina delle situazioni di incompatibilità con previsione di un termine temporale per l’opzione tra il mantenimento delle cariche il conferimento delle partecipazioni a una società fiduciaria autorizzata a operare ai sensi della legge 23 novembre 1939, n. 1966”; “previsione di obblighi di dichiarazione, al momento dell’assunzione della carica ai fini dell’accertamento della presenza delle situazioni di incompatibilità”, “previsione, per i soggetti, dell’obbligo di astenersi dal partecipare a qualsiasi decisione che possa determinare situazioni di conflitto di interessi”, “previsione delle modalità con le quali la situazione di conflitto di interessi può essere rimossa” e “attribuzione di poteri di vigilanza, di accertamento e di eventuale sanzione delle violazioni all’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) e, con riferimento alle violazioni imputabili al presidente e ai componenti dell’Agcm, all’Autorità nazionale anticorruzione”.

Lo schema di dlgs sarà “trasmesso, almeno sessanta giorni prima della scadenza del termine previsto per la sua adozione, alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica per l’espressione del parere da parte delle commissioni parlamentari competenti per materia, da rendere entro trenta giorni dalla trasmissione, decorsi i quali il decreto legislativo può essere comunque adottato”, specifica l’emendamento del relatore.

Infine la proposta di modifica approvata in commissione Affari costituzionali abolisce, a decorrere dall’entrata in vigore del dlgs, la “legge 20 luglio 2004, n.215”, la cosiddetta “legge Frattini”, che contiene “norme in materia di risoluzione dei conflitti di interessi”. (Public Policy) RIC