Direttiva Rider, il Governo “ci sta lavorando”: ma niente salario minimo

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ROMA (Public Policy) – Il ministero del Lavoro è impegnato nel “recepimento della direttiva Ue 2024/2831 (la cosiddetta direttiva Rider; Ndr), con l’obiettivo di migliorare le condizioni di lavoro dei prestatori di attività lavorativa tramite piattaforme digitali”.

Lo ha comunicato giorni fa il sottosegretario Claudio Durigon (Lega) rispondendo a un’interrogazione del Pd alla luce della vicenda che ha portato al controllo giudiziario per caporalato, disposto dalla Procura di Milano, per Foodinho (la società di delivery della più nota Glovo). Durigon ha anche ribadito l’intenzione del Governo di “proseguire nel potenziamento dei controlli”. Quel che è certo, ha detto il sottosegretario a Public Policy, è che la soluzione non è il salario minimo.

“Alcuni ci dicono di mettere il salario minimo, ma credo che oggettivamente, in alcuni casi, il contratto prevede ancora più soldi rispetto al salario minimo. È un lavoro particolare e quindi va disciplinato sempre con un’attività inerente alla contrattazione collettiva. Noi siamo pronti a vagliare le situazioni, ma siamo di fronte – se fosse conclamato quello che è avvenuto – a una frode. Non possiamo fare di tutta l’erba un fascio”, ha detto il sottosegretario. (Public Policy) GPA