ROMA (Public Policy) – Dopo la tagliola delle ammissibilità, che ha ridotto di quasi 200 proposte il fitto fascicolo di emendamenti al dl Pnrr, venerdì scorso in commissione Bilancio alla Camera si è passati alla fase dei segnalati. Saranno circa 250 gli emendamenti su cui proseguirà l’iter in commissione, ma per i primi voti bisognerà attendere la prossima settimana. Nei prossimi giorni, infatti, i lavori parlamentari saranno fermi per via della campagna referendaria.
Nel novero degli emendamenti segnalati rientrano quelli arrivati dall’intero centrodestra, ma anche dal Pd e dalle minoranze linguistiche con cui si punta a differire al 31 luglio 2026 il termine di ultimazione dei lavori per gli interventi finanziati, in tutto o in parte, con le risorse del Pnrr.
Da Lega e Forza Italia arriva anche la richiesta di prorogare, per massimo due anni e anche oltre i limiti di età ordinamentali, i contratti dei dirigenti generali (in scadenza a fine anno) preposti all’attuazione delle opere previste dai programmi di edilizia penitenziaria e del Piano nazionale complementare di competenza del Mit.
Sono stati dichiarati inammissibili, invece, gli emendamenti di Forza Italia e Lega che puntavano a introdurre un doppio mandato per i rettori delle Università. Il giudizio resta negativo anche per le proposte arrivate da Fratelli d’Italia e Lega in materia di lavoro somministrato così come rimarrà fuori dall’esame della commissione l’emendamento di Forza Italia con cui si proponeva di estendere anche all’annualità 2023 l’applicabilità dell’istituto del ravvedimento speciale per i soggetti Isa che hanno aderito al concordato preventivo biennale.
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