ROMA (Public Policy) – “Al fine di assicurare il miglioramento dell’efficienza del sistema giudiziario e la realizzazione e il mantenimento nel tempo degli obiettivi Pnrr di riduzione della durata dei processi civili e penali tramite anche la digitalizzazione dei procedimenti e le conseguenti massive attività di immissione di dati, il ministero della Giustizia è autorizzato, per l’anno 2026, nei limiti delle facoltà assunzionali disponibili a legislazione vigente, ad assumere a tempo indeterminato le unità di personale già impiegate a tempo determinato” ai sensi del decreto Sostegni-bis del 2021.
Lo prevede il testo bollinato del decreto Pnrr.
La norma stabilisce che “possono partecipare alla procedura assunzionale i lavoratori che, alla data di entrata in vigore del decreto: sono in servizio alla data del 1° marzo 2026; hanno maturato almeno dodici mesi di servizio; sono in possesso dei requisiti generali per l’accesso al pubblico impiego e del titolo di studio coerente con l’area e il profilo di inquadramento previsti dal vigente Ccnl Comparto funzioni centrali”.
L’inquadramento, si legge nel testo bollinato, “avviene nell’area assistenti e nel profilo corrispondente alle mansioni effettivamente svolte, con articolazione a tempo parziale a 18 ore in base al fabbisogno dell’amministrazione”.
Le assunzioni, chiarisce la norma, “sono effettuate nel rispetto delle dotazioni organiche e della programmazione triennale del fabbisogno”. (Public Policy) GPA




