Dl Salva conti, solo 2 articoli. Decisiva la rendicontazione a metà settembre

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ROMA (Public Policy) – In vigore dal 2 luglio e già assegnato al Senato, il dl 61/2019 approvato per migliorare i saldi di finanza pubblica è composto di due soli articoli. Il decreto non contiene vere e proprie misure di attuazione, ma rimanda a due atti governativi di non scarsa importanza.

Il miliardo e mezzo accantonato per il 2019 tra i diversi ministeri potrà essere infatti rimodulato su richiesta dei ministri interessati con dm Mef, da comunicare alle Camere. Nello specifico il provvedimento congela 1 miliardo e 395 milioni al Mef, insistendo prevalentemente sui fondi di riserva e speciali. I restanti 105 milioni di euro vengono divisi per il 45% in capo alla Difesa (47 milioni), per il 17% all’Agricoltura (18 milioni) e per il 15% al Mise (15,8 mln). A dare il “contributo” minore è il ministero del Lavoro (400mila euro).

Con delibera del Consiglio dei ministri, su proposta del Mef, la somma accantonata potrà essere confermata – in tutto o in parte – o sarà resa disponibile. Tutto dipenderà dalla rendicontazione degli oneri sostenuti per reddito di cittadinanza e quota 100 che sarà comunicata entro il prossimo 15 settembre. Si terrà naturalmente conto della valutazione degli oneri da sostenere entro la fine dell’anno.

IL DECRETO IN PARLAMENTO

Intanto, secondo quanto apprende Public Policy, il termine per presentare emendamenti al decreto che contiene “Misure urgenti in materia di miglioramento dei saldi di finanza pubblica”, assegnato al Senato (commissione Bilancio), è stato fissato giovedì 11 luglio alle 10. (Public Policy) MDV-GAV