ROMA (Public Policy) – Rinviare l’operatività della norma, inserita nell’ultima legge di Bilancio, che dal 1° luglio 2026 permetterà ai lavoratori di trasferire la posizione individuale da una forma complementare a un’altra, non solo per quanto riguarda il contributo del lavoratore e il Tfr, ma anche il contributo a carico del datore di lavoro che, a differenza del passato, non sarà più subordinato ai “limiti” e alle “modalità stabilite dai contratti o accordi collettivi, anche aziendali”.
La richiesta arriva tramite alcuni emendamenti al dl Pnrr, all’esame della commissione Bilancio della Camera, segnalati da Pd, Lega e Forza Italia. Ciascuno però propone a un rinvio diverso della norma: la Lega punta a farne slittare l’applicazione al 31 ottobre 2026, Forza Italia chiede di rinviarla al 1° gennaio 2027 e il Pd mira a un rinvio di un anno esatto, al 1° luglio 2027.
“La Commissione di vigilanza sui fondi pensione (Covip) adegua le proprie istruzioni entro le rispettive date”, precisano gli emendamenti segnalati.
La richiesta di rinviare l’entrata in vigore della novità introdotta dall’ultima Manovra è già stata oggetto di confronto durante l’iter del dl Milleproroghe. In quel caso, il Governo aveva elaborato una riformulazione degli emendamenti di Pd, Lega e Forza Italia proponendo un rinvio al 31 ottobre di quest’anno. La norma però non è poi stata votata e adesso la questione si ripropone nel dl Pnrr. (Public Policy) GPA





