ROMA (Public Policy) – Il tema del rinnovo delle concessioni idroelettriche ritorna in più emendamenti presentati al decreto Bollette in commissione Attività produttive alla Camera.
Non solo Forza Italia, che chiede il rinnovo delle concessioni in cambio di investimenti e di una quota di energia a prezzo calmierato, la cui valorizzazione sia destinata a ridurre la componente Asos delle imprese manifatturiere. Un emendamento molto simile è stato presentato anche dalla Lega (a prima Firma Simona Bordonali): in questo caso, però, le regioni non sono obbligate ma “possono” disporre con legge “l’obbligo per i concessionari di cedere, con decorrenza dalla data di efficacia della riassegnazione definitiva e per una durata complessiva non superiore a 10 anni, in favore del Gestore dei Servizi Energetici (Gse S.p.A.), una quota di energia corrispondente al 15 per cento della potenza nominale media annua di concessione ad un prezzo convenzionale stabilito, per il primo periodo quinquennale, in 67 €/MWh, e da definire per il secondo periodo quinquennale”.
Nell’emendamento della Lega, poi, a differenza che in quello di Forza Italia, l’energia ceduta dal concessionario al Gse S.p.A. è “da questi assegnata a clienti finali ad alta intensità energetica aventi poli produttivi ubicati nelle regioni ove sussistono gli impianti idroelettrici interessati dalle procedure di riassegnazione delle concessioni ai sensi della presente norma”. Una proposta emendativa sostanzialmente uguale a quella della Lega è arrivata da Noi moderati (a prima firma Ilaria Cavo).
Una proposta emendativa simile a quelle di maggioranza è arrivata anche dal Pd, che in un emendamento a prima firma Vinicio Peluffo propone la cosiddetta “Quarta via per le concessioni idroelettriche”, prevedendo che le Regioni possano rinnovare le concessioni agli attuali concessionari e che i titolari delle concessioni “sono in ogni caso tenuti, a decorrere dalla data di affidamento o riassegnazione della concessione, a corrispondere annualmente un contributo economico per ogni kWh di energia elettrica prodotta da destinare alla realizzazione di progetti ed interventi per lo sviluppo sociale, economico e produttivo dei comuni sui cui territori insistono le concessioni e prevedendo altresì una riserva percentuale di destinazione dell’energia prodotta a prezzi calmierati per sostenere la competitività del comparto produttivo e la sostenibilità dei costi energetici per i cittadini residenti”.
Fratelli d’Italia, in un emendamento a prima firma del deputato Alfredo Antoniozzi, propone invece che “al fine di assicurare il monitoraggio degli affidamenti nel settore idroelettrico e geotermoelettrico”, entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto, “l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente con proprio provvedimento disciplini le modalità per implementare il sistema di Gestione delle anagrafiche uniche degli impianti di produzione (Gaudì) con i dati concernenti le concessioni di derivazione idroelettriche e di coltivazione geotermoelettriche in esercizio alla data di entrata in vigore della presente disposizione, ivi incluse le informazioni relative alla durata delle concessioni medesime”. (Public Policy) GIS





