Google: esploriamo possibilità per siti web di escludersi da funzioni IA motore ricerca

0

ROMA (Public Policy Bytes) – Google sta “esplorando degli aggiornamenti” da implementare ai sistemi di controllo che fornisce ai siti web, per consentire loro di escludere i propri contenuti dalle funzionalità di intelligenza artificiale generativa del suo motore di ricerca. AI overviews e AI mode, infatti, forniscono riassunti sintetici alle domande degli utenti direttamente nella pagina dei risultati di ricerca, combinando informazioni da più fonti web per offrire una spiegazione rapida, con elenchi puntati e link alle fonti.

L’obiettivo – si legge in una nota diffusa su un blog aziendale – “è proteggere l’utilità della ricerca Google per le persone che vogliono ottenere informazioni rapidamente, pur fornendo ai siti web gli strumenti adeguati per gestire i propri contenuti”.

L’annuncio della società – come riporta il comunicato – giunge in seguito alla consultazione pubblica aperta dall’antitrust britannico (Competition and markets authority, Cma) sulla proposta di introdurre nuovi “requisiti di condotta” a cui sottoporre il motore di ricerca di Google. Tra questi, figura la richiesta all’azienda di consentire agli editori di “scegliere di escludere i propri contenuti dall’essere usati per alimentare funzionalità di IA come AI overviews o per addestrare modelli di IA esterni a Google search” – scrive l’authority.

A tal proposito – sottolinea il blog post – l’azienda ha recentemente introdotto Google-Extended, “un nuovo strumento di controllo che consente ai siti web di gestire come i loro contenuti vengono utilizzati per l’addestramento dei modelli di IA Gemini”.

“Qualsiasi nuovo strumento di controllo deve evitare di ‘rompere’ la ricerca Google e di creare un’esperienza frammentata o confusa per gli utenti” – commenta l’azienda. “Poiché l’IA diventa sempre più parte integrante del modo in cui le persone trovano informazioni, tali strumenti di controlli devono essere semplici e scalabili per i proprietari dei siti”.

Google, infine, si dice “ottimista sulla possibilità di trovare una soluzione che offra maggiore scelta a proprietari di siti web ed editori, garantendo al tempo stesso che le persone continuino a usufruire di un’esperienza di ricerca su Google il più utile e innovativa possibile”.

La consultazione pubblica dell’antitrust britannico è aperta fino al 25 febbraio, alla quale – scrive l’authority – seguirà “una decisione finale, presa dopo aver considerato i contributi ricevuti”. (Public Policy Bytes) DVZ