ROMA (Public Policy Bytes) – “Google cercherà di limitare, modificare o opporsi, utilizzando tutte le vie legali disponibili, a qualsiasi ordine dovesse ricevere dal Governo di un qualsiasi Paese volto a sospendere o interrompere l’erogazione dei servizi di Google Cloud”.
È quanto ha dichiarato l’azienda di Mountain View, in una nota in cui Google sottolinea “l’impegno strutturale verso i Paesi in cui opera” e “la priorità attribuita alla sicurezza e alla sovranità digitale, per garantire che i sistemi in cloud rimangano operativi e protetti da minacce esterne”.
“Nell’ambito del nostro impegno a collaborare con i fornitori locali per sviluppare soluzioni locali, i nostri clienti non sono tenuti a contrattare direttamente con Google per beneficiare di tali offerte” – spiega la nota. Infatti – rimarca la società statunitense – “nel caso in cui Google non sia più in grado di operare Google Cloud, qualora il servizio possa essere gestito da una terza parte, Google adotterà delle misure per consentire a un soggetto terzo qualificato di assumere tale ruolo operativo”. In tali casi, “Google consentirà a entità qualificate, con sede locale, soggette al diritto nazionale e i cui amministratori siano tenuti ad agire nel migliore interesse di tali entità, di utilizzare il codice di Google per fornire prodotti, servizi e soluzioni di Google Cloud nei rispettivi territori”.
A tal riguardo – ricorda Mountain View – il cloud dell’azienda “è conforme ai principali regolamenti europei in materia di cybersicurezza, quali la direttiva Nis2 e il Digital operational resilience act (Dora) e supporta gli sforzi di conformità dei clienti tramite impegni contrattuali solidi e offerte di sicurezza aggiuntive”.
“A livello globale, organizzazioni quali la Nato communication and information agency, le Forze armate tedesche, il ministero della Difesa del Regno Unito, alcune agenzie governative di Singapore e l’Air force degli Stati Uniti hanno scelto le soluzioni air-gapped (fisicamente isolate dall’esterno) di Google Cloud per i loro carichi di lavoro più sensibili” – aggiunge il comunicato. Il cloud sovrano air-gapped, spiega infatti l’azienda, “non richiede connettività a Google Cloud né a internet pubblico per gestire infrastruttura, servizi, Api e strumenti. I clienti possono scegliere che un partner terzo (anziché Google) operi come gestore dell’infrastruttura. La soluzione si basa su componenti open source leader di settore ed è progettata per rimanere permanentemente disconnessa. In assenza di connessione fisica, Google non può accedere da remoto né interrompere i carichi di lavoro dei clienti”.
Infine, vi è Google Cloud Dedicated, “soluzione progettata per impedire a Google qualsiasi accesso remoto o possibilità di interrompere i carichi di lavoro dei clienti eseguiti su istanze dedicate e che consente loro di operare fino a 12 mesi nell’eventualità, seppur improbabile, che la connessione venga interrotta”. Questa modalità – spiega infatti l’azienda – “include la possibilità di monitorare e, in circostanze eccezionali, bloccare aggiornamenti software e ripristinare modifiche apportate da Google. Dopo la disconnessione, Google Cloud Dedicated effettua una rotazione delle chiavi e Google non ha accesso a tale istanza dedicata”. (Public Policy Bytes) DVZ




