Le Regioni coordineranno i progetti di rischio idrogeologico?

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ROMA (Public Policy) – Riorganizzazione del metodo di programmazione degli interventi contro il rischio idrogeologico attribuendo ai presidenti di regioni, quali commissari straordinari, le funzioni di coordinamento e realizzazione degli interventi funzionali a garantire la salvaguardia del territorio e la mitigazione del rischio idrogeologico previsti nell’ambito di specifici programmi d’azione triennale. Lo prevede un articolo della bozza di collegato ambientale, denominato ddl Green New Deal, su cui il Governo è al lavoro e di cui Public Policy ha preso visione.

Tali programmi saranno realizzati “in coerenza con i piani di bacino distrettuali” e articolati per piani annuali, così da presentarsi come strumenti flessibili volti ad individuare gli interventi puntuali da porre in essere, secondo una precisa cadenza temporale, nonché le relative risorse”.

Il programma indicherà i Comuni e i territori coinvolti e conterrà la descrizione tecnica e la relativa durata con annesso cronoprogramma degli interventi, nonché le singole stime di costo, la quota parte delle risorse finanziarie già assegnate a legislazione vigente per i medesimi interventi, comprese quelle a valere sui fondi comunitari e sul bilancio regionale destinate al cofinanziamento e il fabbisogno residuo per il finanziamento degli interventi previsti.

Il ministero dell’Ambiente, entro 60 giorni dalla ricezione dei Programmi, individuerà gli interventi da finanziare e approverà i relativi piani annuali da presentarsi entro il 30 aprile di ciascun anno. (Public Policy) SOR