ROMA (Public Policy) – Tre ore di voto pomeridiano e una seduta notturna conclusa all’1.30 di mercoledì notte. Così, in commissione Affari costituzionali al Senato sta, assai lentamente, procedendo l’esame (e il voto degli emendamenti) al dl Sicurezza, su cui sono state presentate 1.215 proposte di correttivi, di cui oltre 100 di maggioranza (e oltre mille, comunque, ancora in piedi dopo il vaglio delle ammissibilità).
Utilizzando gli strumenti messi a disposizione dal regolamento, le opposizioni sono intervenute nella seduta di mercoledì per circa 20 minuti a emendamento (“tre emendamenti all’ora”, ha spiegato entrando in commissione un senatore di opposizione), portando avanti l’ostruzionismo a oltranza.
Si ricorda che il testo è atteso in aula in prima lettura per il prossimo 14 aprile e va convertito entro il 25 aprile. Non risultano, ad ora, emendamenti approvati. La maggioranza ha comunque esigenza di apportare un “pacchetto minimo di modifiche”, ha spiegato a margine della capigruppo di questa settimana il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, spiegando che si cercherà almeno su questo di “ragionare” con le opposizioni. “Se ci sarà l’ostruzionismo totale verificheremo cosa fare, ma sicuramente non rinunciamo ad approvare il decreto e non rinunciamo neanche a portare le modifiche importanti che il decreto attende”, aveva aggiunto.
Nella seduta di mercoledì la commissione presieduta dal senatore di FdI Alberto Balboni, che è anche relatore del testo, è arrivata all’esame dei primi 60 emendamenti all’articolo 1 (più della metà dei quali restano però accantonati), che reca alcune delle misure più discusse del testo, ad esempio le cosiddette norme “anti lame” (gli emendamenti all’articolo 1 sono in tutto 69, più una decina di aggiuntivi).
Proprio in materia di coltelli, anche attraverso l’interlocuzione tra Mimit e Viminale, è attesa una riformulazione del Governo ai diversi emendamenti proposti da tutti i gruppi (e al momento accantonati) che mirano in primo luogo a circoscrivere l’applicazione della norma, che ora – come rilevato anche dal comitato per la legislazione – rischia di essere eccessivamente vaga e colpire anche chi porta determinati strumenti e coltelli per motivi professionali o sportivi e, dunque, per giustificati motivi. È uno dei punti su cui vi è necessità di intervenire.
Considerato il difficile prosieguo dell’esame in commissione, prende corpo l’ipotesi di apportare le modifiche direttamente in aula, dove i tempi sono contingentati. Una soluzione a cui la maggioranza potrebbe ricorrere se, come al momento sembra profilarsi, la 1a non dovesse riuscire a chiudere con il conferimento del mandato al relatore.
“La maggioranza farà tutto il possibile per concludere l’esame del provvedimento in tempo utile”, ha però dichiarato il presidente Balboni, che, in una nota, ha parlato di “accanito ostruzionismo” delle opposizioni e di “pregiudizio ideologico”. “Pur riconoscendo la piena legittimità dell’ostruzionismo, non è accettabile che si trasformi in diritto di veto della minoranza volto ad impedire al Parlamento di legiferare“, ha detto. (Public Policy) MAR





