Imprese&Lavoro, cosa è successo nell’ultimo Cdm

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ROMA (Public Policy) – Dal Consiglio dei ministri della scorsa settimana sono arrivate novità rilevanti sul fronte Imprese&Lavoro.  Approvati, in via preliminare, due dlgs di attuazione della legge 161 del 2017, l’ultima modifica al codice antimafia, in tema di incompatibilità degli amministratori giudiziari e tutela del lavoro nelle imprese sequestrate e confiscate.

Il primo decreto reca disposizioni sul regime delle incompatibilità di amministratori giudiziari e loro coadiutori, di curatori fallimentari e altri organi delle procedure concorsuali, prevedendo l’incompatibilità per rapporti di parentela, affinità, convivenza e, comunque, assidua frequentazione con magistrati addetti all’ufficio giudiziario al quale appartiene il magistrato che conferisce l’incarico.

Prevista, anche, la vigilanza del presidente della Corte di appello sulle nomine a tali incarichi, conferite a chi abbia con i magistrati del distretto giudiziario, in cui ha sede l’ufficio titolare del procedimento, rapporti di parentela, affinità, coniugio o frequentazione assidua.

Con il decreto in materia di tutela del lavoro nelle imprese sequestrate e confiscate si introducono disposizioni volte a favorire “l’emersione del lavoro irregolare, il contrasto dell’intermediazione illecita e lo sfruttamento del lavoro”, consentendo “l’accesso all’integrazione salariale e agli ammortizzatori sociali”.

Via libera, sempre preliminare, anche al dlgs attuativo della direttiva Ue 50 del 2014 sui requisiti minimi per accrescere la mobilità dei lavoratori tra Stati membri migliorando l’acquisizione e la salvaguardia di diritti pensionistici complementari.

Il decreto adotta le misure necessarie a garantire che i diritti pensionistici maturati dai lavoratori “in uscita” possano rimanere nel regime pensionistico complementare in cui gli stessi sono stati maturati. (Public Policy) FRA