L’Ispra ha detto la sua: la palla della Cnapi passa ai ministeri

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ROMA (Public Policy) – Via libera dall’Ispra alla Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee (Cnapi) alla localizzazione del deposito nazionale dei rifiuti radioattivi. L’Ispra, infatti, come comunica una nota, ha consegnato nei giorni scorsi al ministero dell’Ambiente e al ministero dello Sviluppo economico un aggiornamento della relazione sulla Cnapi.

L’aggiornamento della relazione si è reso necessario a seguito della trasmissione all’Istituto, nello scorso mese di gennaio, da parte della Sogin, di una comunicazione, con allegata documentazione, riguardante alcune modifiche apportate alla proposta di Cnapi del 2015 in relazione ad alcuni aggiornamenti, intervenuti successivamente al 2015, nei database di riferimento utilizzati per l’elaborazione della proposta.

L’Ispra ha quindi verificato la conformità delle modifiche proposte e la nuova proposta di Cnapi, cosi come aggiornata dalla Sogin, è stata trasmessa dall’Ispra ai due ministeri competenti senza formulare rilievi. “La relazione dell’Ispra, considerata la classificazione di riservatezza attribuita dalla Sogin alla proposta di Cnapi – comunica l’Istituto – è stata analogamente classificata e sarà tale, conformemente alle vigenti disposizioni di legge, sino alla pubblicazione della stessa proposta di Cnapi da parte della Sogin a seguito del nulla osta che sarà rilasciato dai ministeri”.

Infatti, per avviare la procedura che dovrebbe portare nel giro di otto anni alla realizzione del Deposito nazionale il primo passaggio deve essere la pubblicazione della Cnapi da parte dei ministeri dello Sviluppo economico e dell’Ambiente. Una volta che la Carta sarà resa pubblica inizierà il processo di consultazione con le comunità locali che, come più volte spiegato da Sogin, dovrà durare quattro anni. Un periodo al termine del quale dovrà essere individuato il sito per la costruzione che, secondo le stime, dovrebbe durare altri quattro. Otto anni in tutto, con il Deposito nazionale che dovrebbe essere pronto – ammettendo una pubblicazione della Cnapi a breve – entro il 2026.

Di recente sul tema è intervento proprio il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda affermando che la Carta sarebbe stata resa pubblica prima delle elezioni, non appena il Mibact avesse espresso il suo parere. A tre giorni dalla chiusura delle urne, della Cnapi ancora non c’è tratta ed i giorni di ritardo continuano ad accumularsi. La Cnapi infatti, secondo le dichiarazioni del Governo, avrebbe dovuto essere resa pubblica giù da due anni e mezzo.

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NAF