Ius soli e divorzio: le prime proposte in Parlamento

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cittadinanza

di Sonia Ricci

ROMA (Public Policy) – Il diritto di cittadinanza per i figli dei migranti che nascono in Italia ha fatto discutere non poco il Parlamento della XVII legislatura.

La legge proposta al Senato, per mesi, è stata oggetto di aspri dibattiti tra i partiti. A sostenerla c’erano Sinistra italiana, Mdp e il Partito democratico. Area popolare chiedeva ritocchi e l’appoggiava solo formalmente (con alcuni mal di pancia interni al partito). Contrarie le principali forze di opposizione: Forza Italia e Lega Nord, mentre i 5 stelle hanno sempre dichiarato di volersi astenere.

Insomma, il tema è stato archiviato prima delle elezioni ma l’ala di sinistra che compone il nuovo Senato ci riprova. Il leader di Leu, già presidente di Palazzo Madama fino a pochi giorni fa, venerdì scorso ha depositato un disegno di legge sullo ius soli. Alla Camera, invece, lo ha fatto Laura Boldrini, anche lei ex presidente della Camera e deputata di Leu, ha presentato una proposta di legge con lo stesso titolo: “Nuove norme sulla cittadinanza”.

Ma rimanendo nel campo della giustizia i provvedimenti presentati dai gruppo non finiscono qui. Sempre Boldrini ha firmato una modifica al codice civile sull’attribuzione del cognome ai figli. Mentre al Senato la relatrice e promotrice della legge sulle unioni civili, Monica Cirinnà del Pd, ha scritto un ddl per contrastare le discriminazioni sessuali e relative al genere.

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@ricci_sonia