ROMA (Public Policy) – “Oggi la minaccia opera in un contesto multidimensionale e multidominio, giacché oltre a quelli tradizionali si estende anche al dominio cognitivo, a quello sottomarino e alla proprietà intellettuale. Il rischio, quindi, non si esprime più attraverso singole azioni apertamente ostili, ma con processi cumulativi che, inseriti in strategie coerenti e di lungo periodo, possono incidere sulla stabilità istituzionale, sulla fiducia dei cittadini e sulla capacità decisionale delle istituzioni, operando stabilmente al di sotto della soglia del conflitto armato, ad esempio compromettendo una rete, manipolando flussi informativi o trasformando una dipendenza tecnologica in leva di pressione”.
È uno degli aspetti che emergono dalla relazione annuale del Dis, il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, presentato mercoledì alla Camera dei deputati, alla presenza del presidente Lorenzo Fontana e a cura del direttore generale del Dis Vittorio Rizzi. Un incontro (“Governare il cambiamento: scenari della sicurezza nazionale”) che ha visto l’intervento anche del sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega ai Servizi, Alfredo Mantovano, e del presidente del Copasir Lorenzo Guerini.
“Governare il cambiamento” implica “sempre più la capacità di anticipare fenomeni e minacce”, si legge nella relazione annuale, da cui emerge come la tecnologia sia “uno dei principali fattori che incidono sulla sicurezza del Paese”.
ESERCIZIO SOVRANITÀ PAESE LEGATO A CAPACITÀ DI GESTIRE DATI
“L’esercizio della sovranità di un Paese si manifesta sempre più nella sua autonomia strategica, ovvero nella capacità di gestire dati, infrastrutture critiche, algoritmi e filiere tecnologiche. Dipendenze non governate possono trasformarsi in punti di pressione strutturali, riducendo la libertà d’azione di un Paese”, si legge nella relazione.
Per i servizi, “l’attenzione pertanto si poggia su opportunità e minacce di strumenti tecnologici ‘dual use'”.
RICONOSCIUTA PUBBLICAMENTE IN 2025 CAMPAGNA DI SPIONAGGIO CINESE
In particolare, dalla relazione si evince che il 27 agosto 2025, per la prima volta, l’intelligence italiana ha accolto l’invito di quella statunitense e sottoscritto, congiuntamente ai principali omologhi organismi occidentali, un report (Joint Cybersecurity Advisory) che attribuisce pubblicamente alla Repubblica popolare cinese la campagna di spionaggio cibernetico del gruppo Apt di matrice statuale denominato “Salt Typhoon”.
IN 2025 +18% TARGET PUBBLICI CYBER ATTACCHI, SOPRATTUTTO SSN
Secondo i dati riportati, nell’ambito delle minacce cibernetiche, nel 2025 sono cresciuti del 18% i target pubblici, e tra questi, sale in particolare (+16%) la minaccia nei confronti delle strutture sanitarie.
SEMICONDUTTORI, BREVETTI TECNOLOGIA QUANTISTICA, INVESTIMENTI IN AI
Dalla relazione dei servizi emerge che “nel 2024 la capacità globale di fabbricazione dei semiconduttori è concentrata in Asia. Taiwan guida con il 23%, seguita da Cina 21% e Corea del sud 19%; Giappone pesa per il 13%. Usa 10%, Europa 8%”. Le stime indicano poi un’ulteriore crescita della Cina (+9% entro il 2030) e una lieve flessione di Taiwan.
I brevetti in materia di tecnologia quantistica si sono concentrati nel 2024 in Cina (7.308) seguita dagli Usa (2.301).
Quanto agli investimenti in Ai dominano gli Usa con traino quasi completamente privato (109 mld, a fronte di 3,3 mld di investimento pubblico), seguiti dalla Cina, con investimenti a traino pubblico (22,5 mld a fronte di investimenti privati per 9 mld). L’Europa e il Regno Unito sono complessivamente a 25 miliardi di investimento tra pubblico e privato.
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MAR
(foto cc Palazzo Chigi)





