L.elettorale, pdl Fornaro e voto ai 18enni: il punto sulle riforme

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ROMA (Public Policy) – La commissione Affari costituzionali alla Camera ha approvato giovedì pomeriggio il testo base di riforma elettorale, il cosiddetto Brescellum, a firma del presidente Giuseppe Brescia (M5s). Hanno votato a favore i deputati del Movimento 5 stelle, quelli del Pd e Renate Gebhard del Gruppo Misto (Minoranze Linguistiche). Mentre non hanno preso parte al voto Italia viva e Magi di +Europa.

Martedì i gruppi di opposizione avevano lamentato il timing scelto dalla maggioranza per la chiusura della discussione generale, giudicandolo troppo “ristretto”. Dunque il presidente della commissione Giuseppe Brescia (M5s), dopo il lungo dibattito, aveva rinviato appunto a giovedì pomeriggio la convocazione della seduta per l’adozione del testo base.

PDL FORNARO

Oltre alla legge elettorale e con il referendum sul taglio dei parlamentari alle porte, la Camera è impegnata nell’esame della riforma costituzionale della base elettiva del Senato e della riduzione dei delegati regionali chiamati ad eleggere il presidente della Repubblica a firma Federico Fornaro (Leu). Gli emendamenti presentati al testo sono circa 850, molti dei quali delle opposizioni.

Diversi esponenti della maggioranza ipotizzano che l’iter della pdl sarà “rallentato” dall’ostruzionismo dei gruppi di opposizione. Il relatore Fornaro al momento non ha presentato nessun emendamento, ma non è escluso che lo faccia più avanti, soprattutto nel caso di duro ostruzionismo. In ogni caso, l’intenzione è di iniziare a votare non prima del referendum del 20 e 21 settembre.

PDL ELETTORI

Via libera, infine, da parte dell’aula del Senato con 125 sì (con Italia viva che non ha votato) all’emendamento del relatore Dario Parrini (Pd) alla proposta di legge costituzionale che rivede l’elettorato del Senato con cui si torna al testo approvato alla Camera: l’elettorato attivo, ovvero coloro che potranno votare per il Senato, scenderà da 25 a 18 anni; mentre l’età minima per essere eletti senatori rimarrà così come ora, 40 anni.

Il Senato ha dunque approvato lo stesso testo uscito dalla Camera l’anno scorso e, dunque, non procederà con il voto finale.

Dopo un lungo confronto, il Senato ha deciso dunque di tornare indietro sulla modifica aggiunta a inizio anno durante l’esame in commissione Affari costituzionali. I tre emendamenti approvati allora prevedevano che l’età minima per essere eletti a Palazzo Madama scendesse da 40 a 25 anni. Parte del Movimento 5 stelle si era detto contrario alla modifica e alla fine è stato deciso di presentare un emendamento per cancellarla.

Dopo l’ok di mercoledì da parte dell’aula del Senato al testo di riforma già approvato dalla Camera, la pdl tornerà ora alla Camera per la terza lettura: la navetta costituzionale prevede infatti quattro passaggi parlamentari. (Public Policy) SOR