Nel dl Pnrr milioni per le scuole di Bobbio e Vena Superiore

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ROMA (Public Policy) – Arrivano 4,9 milioni di euro destinati al “completamento dell’investimento relativo al Polo scolastico Alta Val Trebbia nel comune di Bobbio, in provincia di Piacenza”.

Lo prevede un emendamento al dl Pnrr, presentato da Fratelli d’Italia (primo firmatario Fabio Pietrella) e approvato in commissione Bilancio alla Camera.

Come già successo per un emendamento di Forza Italia che stanzia ulteriori risorse per “realizzazione di una scuola primaria nella frazione Vena Superiore del Comune di Vibo Valentia”, anche sulla norma di Fratelli d’Italia sono state sollevate perplessità da parte delle opposizioni. La deputata del Pd Silvia Roggiani, pur ritenendo “importante occuparsi di investimenti nelle strutture scolastiche, dal punto di vista del metodo”, valuta “grave procedere con interventi puntuali e localistici senza programmare misure di carattere strutturale”. L’esponente dem, inoltre, ha lamentato che “il Governo abbia più volte rappresentato l’impossibilità di approvare proposte emendative onerose, mentre evidentemente le necessarie risorse possono essere reperite per finanziare interventi privi della necessaria sistematicità”.

Anche l’esponente M5s, Gianmauro Dell’Olio, ha condiviso la linea esposta da Roggiani ritenendo che “a differenza dei componenti dei consigli regionali o comunali, i parlamentari della Repubblica non dovrebbero occuparsi di misure di carattere localistico, che possano in qualche modo far trasparire un interesse personale o di parte”.

A replicare è stato il relatore di Fratelli d’Italia, Paolo Trancassini, secondo cui sono “del tutto ingenerose” le critiche rivolte alle “misure di carattere territoriale contenute nei provvedimenti legislativi, spesso apostrofate come ‘marchette'” e ha aggiunto come “in passato siano state approvate proposte assai più discutibili, come il ripiano dei debiti della ‘Casa delle donne’ di Roma”.

Rispetto all’emendamento per il polo scolastico di Bobbio, Trancassini ha detto che la misura rappresenta “una risposta alle sollecitazioni che provengono dai territori”. Motivo per il quale “non possa che ritenersi giusta la scelta di stanziare fondi per una specifica scuola, pur riconoscendo che sarebbe stato meglio cercare di fare di più anche per altre realtà scolastiche”. (Public Policy) GPA