La nuova linea del ministero dell’Ambiente sul ddl ‘Salva mare’

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ROMA (Public Policy) – Nessun anticipo degli obiettivi europei sullo stop alla plastica monouso e spacchettamento della parte relativa alla raccolta dei rifiuti in mare. Questa la linea del ministero dell’Ambiente che, dopo una trattativa tra Movimento 5 stelle e Lega – a quanto si apprende da fonti di Governo – è stata adottata rispetto al ddl cosiddetto Salva mare.

Una bozza del provvedimento anticipata da Public Policy prevedeva il divieto dal 1° gennaio 2020 dell’immissione sul mercato dei prodotti di plastica monouso: posate, piatti, cannucce, mescolatori per bevande e aste a sostegno dei palloncini. Nell’ultima versione del provvedimento il termine dell’entrata in vigore dell’obbligo sarebbe slittato al 2021, come prevede l’ultima versione della direttiva europea in via di approvazione.

Lo slittamento, con l’adeguamento delle norme al testo della direttiva, è arrivato dopo un confronto tra Movimento 5 stelle e Lega. A quanto si apprende il partito di Matteo Salvini non è contrario agli obiettivi europei ma in queste settimane ha sostenuto la necessità di dare alle imprese italiane produttrici di stoviglie in plastica il tempo di adattarsi alle nuove regole in arrivo.

Dopo un confronto con i 5 stelle – che premevano per anticipare gli obiettivi Ue – l’intesa è stata quindi raggiunta. Inoltre, dopo una riunione avvenuta mercoledì scorso al Mise è stato deciso di spacchettare il ddl, varando subito tutte le norme riguardanti la raccolta dei rifiuti a mare (la più importante è quella che consente ai pescatori di portare a riva i rifiuti pescati senza incorrere in sanzioni), adottando con un provvedimento successivo – una sorta di Salva mare 2 – le norme Ue riguardanti il divieto di produzione e commercio delle stoviglie in plastica monouso, senza nessun anticipo dei target Ue(Public Policy) NAF