La crisi in Venezuela vista dal PE: chi ha votato cosa

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ROMA (Public Policy) – Conferma del riconoscimento di Juan Guaidó come “presidente legittimo”, maggiori risorse per i venezuelani in fuga e ulteriori sanzioni contro il governo Maduro: sono i punti principali di una risoluzione approvata giovedì nella plenaria del Parlamento europeo – con 310 voti favorevoli, 120 contrari e 152 astensioni – , la seconda del 2019 sul Venezuela, dove si è espressa anche la condanna per “i feroci atti di repressione e violenza” e si è ribadita la preoccupazione per la crisi umanitaria e politica nel Paese.

I deputati del Movimento 5 stelle hanno espresso voto contrario, mentre quelli della Lega si sono espressi a favore. I parlamentari del Pd (tranne uno, che ha votato contro) si sono astenuti, in linea con la grande maggioranza del gruppo S&D. Forza Italia e FdI si hanno votato sì. I Popolari (Ppe), i liberali dell’Alde e i conservatori del gruppo Ecr hanno approvato compatti la risoluzione.

Come detto, nel testo si ribadisce il riconoscimento di Guaidó come “legittimo presidente ad interim” del Venezuela, e si esprime pieno sostegno alla sua tabella di marcia, “che consiste nel porre fine all’usurpazione, istituire un governo nazionale di transizione e indire elezioni presidenziali anticipate”. I deputati si sono detti “soddisfatti” del riconoscimento della legittimità di Guaidò da parte della stragrande maggioranza degli Stati membri Ue, invitando quei Paesi dell’Unione che ancora non l’hanno riconosciuto, a farlo con urgenza.

Il Parlamento ha anche chiesto al “regime illegale di Maduro” di porre fine a tutte le forme di repressione contro giornalisti, leader politici e membri della squadra di Guaidó, compreso il suo capo di gabinetto, Roberto Marrero.

I deputati hanno denunciato che il mese scorso, “nonostante le già limitate forniture alimentari in Venezuela siano a rischio di deterioramento”, gli aiuti umanitari offerti dalla Colombia e dal Brasile “sono stati respinti e in alcuni casi distrutti dal regime”. Inoltre, nella risoluzione si sottolinea l’aggravarsi della crisi migratoria in tutta la regione, riconoscendo gli sforzi e la solidarietà dei Paesi vicini. L’aula ha chiesto alla Commissione europea di continuare a cooperare con questi Paesi, non solo fornendo assistenza umanitaria, ma anche offrendo loro maggiori risorse.

Infine, il Parlamento ha chiesto l’introduzione di ulteriori sanzioni Ue “contro i beni illegittimi detenuti dalle autorità statali all’estero e nei confronti delle persone responsabili di violazioni dei diritti umani e di atti repressivi”, oltre a suggerire il divieto di visto per queste persone e per i loro parenti più prossimi. (Public Policy) PAM