ROMA (Public Policy Bytes) – OpenAI ha iniziato a testate le inserzioni pubblicitarie su ChatGPT negli Stati Uniti per gli utenti che usano la versione gratuita del chatbot e per gli abbonati al piano economico Go. “L’obiettivo – scrive la startup californiana in una nota – è che la pubblicità faciliti un accesso più ampio a funzionalità più potenti di ChatGPT, mantenendo la fiducia che le persone ripongono nello strumento per svolgere attività complesse e personali”.
“Mantenere la modalità gratuita e il piano d’abbonamento Go veloci e affidabili richiede un’infrastruttura notevole e investimenti continui” – spiega l’azienda di Sam Altman. “Le inserzioni aiutano a finanziare questo lavoro, supportando un accesso più ampio all’IA attraverso opzioni di alta qualità gratuite e a basso costo, consentendoci di continuare a migliorare nel tempo l’intelligenza artificiale e le funzionalità che offriamo”.
La pubblicità – garantisce OpenAI – non sarà implementata nei piani più costosi Plus e Pro e potrà comunque essere disattivata anche da quanti usufruiscono della versione gratuita del chatbot, “in cambio di un numero inferiore di messaggi gratuiti disponibili quotidianamente”.
“Gli annunci – assicura ancora la startup – non influenzano le risposte che ChatGPT ti fornisce. Le risposte sono ottimizzate in base a ciò che ti è più utile. Quando vedi un annuncio, sarà sempre chiaramente etichettato come sponsorizzato e separato visivamente dalla risposta organica”.
Il meccanismo di profilazione pubblicitaria – secondo quanto dichiarato dall’azienda – dovrebbe essere simile a quello in uso sulle principali piattaforme online. “Decidiamo quale annuncio mostrare abbinando gli annunci inviati dagli inserzionisti all’argomento della tua conversazione, alle tue chat passate e alle interazioni passate con gli annunci” – spiega infatti la nota. “Ad esempio, se stai cercando delle ricette, potresti vedere annunci di kit con ingredienti e ricette o di servizi di consegna della spesa. Se ci sono più inserzionisti, ti mostreremo per primo quello più pertinente con la tua chat”.
Lato privacy, OpenAI afferma che “gli inserzionisti non hanno accesso alle tue chat, alla cronologia delle chat, ai ricordi o ai tuoi dati personali. Gli inserzionisti ricevono solo informazioni generali su come si comportano i loro annunci, ad esempio il numero totale di visualizzazioni o clic”. In merito alla protezione dei minori, infine, “durante la fase di test, non mostreremo annunci negli account in cui l’utente dichiara di avere meno di 18 anni o laddove riteniamo che abbia meno di 18 anni. Inoltre, gli annunci non verranno mostrati in prossimità di temi sensibili o regolamentati, come salute, salute mentale o politica”. (Public Policy Bytes) DVZ




