Il ‘problema’ Vannacci è tutto politico. E da risolvere in fretta

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di David Allegranti

ROMA (Public Policy) – Il generale in pensione Roberto Vannacci, europarlamentare eletto con la Lega, partito di cui è anche vicesegretario federale, è diventato un problema non secondario per Matteo Salvini (e non solo). Ha appena depositato il logo di un nuovo partito, “Futuro Nazionale”, con la scritta “Vannacci” in bella evidenza, anche se lui prova a minimizzare: “È solo un simbolo”. Sarà anche solo un simbolo, ma in questi mesi di “simboli” ce ne sono stati parecchi, tra la nascita dell’associazione “Il mondo al contrario”, il cui portavoce è Massimiliano Simoni, fin qui assistente parlamentare di Vannacci e da qualche mese consigliere regionale in Toscana, i “team Vannacci” – che pure, aveva ribadito Salvini a ottobre, “non possono diventare un soggetto politico alternativo alla Lega” – e dunque con il nuovo, Centro Studi “Rinascimento Nazionale”, che ha sede nel Castello Sforzini di Castellar Ponzano.

La sensazione è dunque che Vannacci voglia provare a farsi cacciare, magari in compagnia di qualche parlamentare leghista. Come il deputato pisano Edoardo Ziello, che alla Camera ha votato no agli aiuti all’Ucraina pochi giorni e fa e passa le giornate a rilanciare sortite e iniziative del generale in pensione Vannacci. La nuova invenzione di Vannacci solleva ancora una volta critiche e perplessità nella Lega ma anche nel governo. C’è preoccupazione per l’impatto che un nuovo partito potrebbe avere sulle prossime elezioni politiche; Vannacci infatti potrebbe drenare qualche voto non solo alla Lega ma anche alla coalizione di destra-centro.

Nel partito di Salvini nessuno o quasi sopporta il vicesegretario. Da Luca Zaia ad Attilio Fontana a Gian Marco Centinaio. Per il segretario leghista sarà difficile minimizzare stavolta l’impatto della mossa di Vannacci, che potrebbe ipoteticamente finire davanti al Comitato disciplinare e di garanzia leghista, quell’organo “che assume provvedimenti disciplinari secondo quanto previsto” dallo statuto e dal regolamento della Lega. Il Comitato è composto dal “Responsabile Federale Organizzativo (Maurizio Bosatra, ndr) e da un numero minimo di 5 (cinque) membri nominati dal Consiglio Federale tra i SOM che non abbiano diritto di voto in Consiglio Federale”. Il Presidente del Comitato è il Responsabile Federale Organizzativo che ha la responsabilità dell’istruttoria delle deliberazioni e la verbalizzazione delle sedute del Comitato. Il Presidente si astiene dal voto in Consiglio Federale sui provvedimenti assunti dal Comitato Disciplinare e di Garanzia”. Il giudizio del Comitato Disciplinare e di Garanzia è appellabile al Consiglio Federale come organo di ultima istanza”.

Qualche che sia tuttavia l’iter burocratico-procedurale, per Salvini il problema è tutto politico ed è da risolvere in fretta. (Public Policy)

@davidallegranti

(foto cc Palazzo Chigi)