L’accordo centrodestra-M5s sulle presidenze delle Camere

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ROMA (Public Policy) – Centrodestra unito e M5s hanno trovato un accordo su Maria Alberti Casellati (FI, al Senato) e Roberto Fico (5 stelle, alla Camera).

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I regolamenti delle due Camere:

AL SENATO

Il nuovo regolamento di Palazzo Madama, che entra in vigore ora per la prima volta, prevede che a presiedere la prima seduta dopo le elezioni il Senato sia il senatore più anziano, e dunque Giorgio Napolitano. I sei senatori più giovani presenti alla seduta saranno invece chiamati ad esercitare le funzioni di segretari d’Aula.

Il presidente convocherà immediatamente una Giunta provvisoria per la verifica dei poteri, costituita dai senatori membri della Giunta delle elezioni del Senato della precedente legislatura che siano presenti alla prima seduta. Qualora il loro numero sia inferiore a sette, il presidente procederà, mediante sorteggio, all’integrazione del collegio sino a raggiungere il numero predetto.

Il Senato procederà dunque alla elezione del presidente con votazione a scrutinio segreto. Verrà eletto chi dovesse raggiunge la maggioranza assoluta dei voti dei componenti del Senato. Qualora non si raggiunga questa maggioranza neanche con un secondo scrutinio, si procederà, sabato 24 marzo, ad una terza votazione nella quale sarà sufficiente la maggioranza assoluta dei voti dei presenti, computando tra i voti anche le schede bianche.

Se anche in questa terza votazione nessuno sarà eletto, alora si passerà al ballottaggio fra i due candidati che hanno ottenuto nel precedente scrutinio il maggior numero di voti. Da questo ballottaggio uscirà il nuovo presidente del Senato della XVIII legislatura. A parità di voti sarà eletto il più anziano.

ALLA CAMERA

Il regolamento di Montecitorio prevede una procedura più critica rispetto a quella di Palazzo Madama, in quanto il voto dovrà raggiungere la soglia dei due terzi dei componenti della’assemblea.

Dal secondo scrutinio, invece, è richiesta la maggioranza dei due terzi dei voti computando tra i voti anche le schede bianche. Infine, dal terzo scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta dei voti. Per raggiungere un’intesa serve un accordo tra le forze politiche che compongono l’emiciclo.

A dirigere le votazioni sarà il vicepresidente in carica più anziano, che in questo caso corrisponde al deputato Pd, Roberto Giachetti.

Il regolamento di Montecitorio non prevede nessun termine temporale per l’elezione del presidente che sulla carta potrebbe anche richiedere molte sedute dell’aula. Certo è che secondo la prassi la scelta del presidente è un requisito essenziale per avviare l’attività del Parlamento, perché senza un presidente eletto non si procede alla formazione dell’ufficio di presidenza, dei gruppi parlamentari né tanto meno delle commissioni. (Public Policy) GAV-VIC-SOR