Professione influencer, la Commissione Ue valuta una norma

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BRUXELLES (Public Policy Europe) – La Commissione valuta di normare a livello europeo la professione degli influencer. Questo quanto risulta dal documento che accompagna l’apertura della consultazione per valutare l’impatto della direttiva sui servizi di media audiovisivi ed esplorare le opzioni per la sua revisione.

La Commissione rileva come l’ambiente dei media audiovisivi stia evolvendo molto rapidamente, evidenziando in particolare tre cambiamento accorsi dall’ultima revisione della direttiva nel 2018: è nata una nuova categoria di operatori del mercato, quella degli influencer; si sono affermate nuove tecnologie di distribuzione; gli spettatori accedono ai contenuti dei media audiovisivi in nuovi modi, principalmente online. “I servizi di media lineari come la radiodiffusione televisiva hanno via via perso importanza a vantaggio di altri servizi e canali di fruizione dei media, in particolare dei servizi di video a richiesta e dei contenuti generati dagli utenti su smart TV, smartphone e piattaforme online”, sottolinea la Commissione.

In questa fase di riflessione, l’Esecutivo sta considerando tre opzioni. La prima prevede il mantenimento dello status quo, con la direttiva che resta invariata. La seconda opzione, prevede un intervento normativo mirato per rispecchiare meglio gli sviluppi tecnologici, di mercato e normativi. “Tali adeguamenti riguarderebbero in particolare l’ambito di applicazione della direttiva, al fine di chiarire l’applicabilità delle norme a nuovi operatori del mercato come gli influencer, nonché le norme in materia di rilievo, pubblicità e protezione degli spettatori, in particolare dei minori, dai contenuti nocivi”, evidenzia la Commissione. La terza e ultima opzione prevede la revisione completa e la trasformazione della direttiva che disciplina i servizi di media audiovisivi in una
direttiva/regolamento sui contenuti dell’Ue.

Le ultime due opzioni valuterebbero inoltre possibili modalità per semplificare la direttiva e ridurre gli oneri normativi superflui, anche migliorando la complementarità e le sinergie con i quadri giuridici istituiti dall’ultima revisione della direttiva nel 2018 (regolamento sui servizi digitali,regolamento europeo sulla libertà dei media e regolamento sui mercati digitali), nonché con la legislazione in materia di consumatori, comprese le iniziative future, come l’atto legislativo sull’equità digitale. (Public Policy Europe) NAF