Recovery Plan, dalla Nadef al piano vero e proprio: la road map

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di Viola Contursi

ROMA (Public Policy) – Linee guida in Parlamento da martedì sera, poi “parlamentarizzazione” e arrivo entro il weekend di altre linee da parte dell’Ue. Quindi piano più dettagliato da inviare a Bruxelles con il Dpb entro il 15 ottobre (e dunque dopo la presentazione della Nota di aggiornamento al Def) e lavoro intenso sui progetti per la predisposizione del piano vero e proprio per l’inizio del prossimo anno, per essere pronti non appena l’iter legislativo europeo sarà portato a compimento.

Questa la road map di massima dei prossimi step che ci aspettano nel lungo processo che il Governo sta compiendo per la realizzazione del Pnrr, ovvero il Piano nazionale di ripresa e resilienza, Recovery plan italiano, finanziato con le risorse europee del Recovery fund.

Vediamo nel dettaglio tutti i passaggi che ci attendono da qui all’inverno inoltrato:

LINEE GUIDA ALLE CAMERE

Come annunciato in audizione alla Camera dal ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri (nella foto), il premier Giuseppe Conte (che presiede il Ciae) ha inviato ufficialmente martedì sera ai presidenti di Camera e Senato le linee guida sul Recovery plan italiano predisposte dal Governo e approvate dal Ciae la scorsa settimana. In questo modo potrà essere avviata la loro “parlamentarizzazione” che prevederà un voto da parte delle aule dei due rami del Parlamento con un’investitura all’Esecutivo (e diversi impegni) per trattare in Europa sul piano stesso.

ALTRE LINEE GUIDA DA BRUXELLES

Il ministro delle Politiche europee, Enzo Amendola, aveva detto che le aspettava “entro il 15 settembre” ma in audizione il ministro Gualtieri ha annunciato che le nuove linee guida della Commissione Ue che chiariranno meglio agli Stati come effettivamente stilare il proprio Recovery plan “saranno pubblicate venerdì”.

ITER PARLAMENTO

Con l’arrivo in Parlamento delle linee guida del Governo per la selezione dei progetti da includere nel Recovery Plan italiano, si avvia la “parlamentarizzazione” delle stesse. Come anticipato la settimana scorsa da Public Policy, l’iter sarà questo: le commissioni Bilancio di Camera e Senato predisporranno, entro fine settembre, una relazione (o parere per il Senato) le linee di indirizzo al Governo sulla composizione del Pnrr, da sottoporre al parere di tutte le altre commissione. Entro i primi giorni di ottobre i due documenti verranno quindi posti al voto delle rispettive aule di Camera e Senato, che approveranno a maggioranza una risoluzione che impegni il Governo a seguire gli indirizzi del Parlamento nella predisposizione del piano.

Se in un primo momento si era pensato di votare un’unica risoluzione per Recovery plan e NaDef, come anticipato, la maggioranza avrebbe invece abbandonato questa ipotesi.

NADEF

Entro il 27 settembre il Governo dovrà poi presentare la Nota di aggiornamento al Def. Come annunciato dal ministro dell’Economia, nella NaDef “si discuterà come il Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza; Ndr) si andrà a inserire nella programmazione triennale di bilancio”.

Gualtieri ha anche annunciato che nella NaDef sarà prevista una “significativa discesa nel rapporto debito/Pil dal 2021” e in quel documento “il Governo dettaglierà il sentiero del rientro del deficit per gli anni 2021-2023”. Dunque “lo scenario programmatico includerà la previsione di utilizzo dei prestiti previsti dal Next Generation Eu, oltre che naturalmente ci sarà una valutazione e una articolazione nel tempo dell’impatto dei grants sul Pil”.

DOPPIO APPUNTAMENTO DEL 15 OTTOBRE

A quel punto, ricevuta “l’investitura” del Parlamento, arrivate le nuove linee guida più dettagliate da Bruxelles e chiarito il quadro di finanza pubblica nella NaDef, il Governo si appresta, entro il 15 ottobre, a inviare alla Commissione Ue non solo il consueto Documento programmatico di bilancio (Dpb) (che disegna il perimetro macro della legge di Bilancio) ma anche un documento abbastanza dettagliato con le linee principali del Recovery plan italiano, con anche i cluster progettuali e l’allocazione delle risorse.

Una base di partenza, insomma, per avviare nel concreto una trattativa sul Pnrr con la Commissione Europea che possa poi accorciare i tempi di approvazione del nostro Piano da parte di Bruxelles.

PRESENTAZIONE PIANO

La presentazione concreta del Piano italiano di ripresa e resilienza averrà poi solo quando il programma Next Generation Eu sarà effettivamente approvato in sede europea (al momento è in fase di trilogo). Per la conclusione di questo iter, ha ricordato oggi Gualtieri “ci vorrà qualche settimana o mese”.

L’obiettivo del Governo italiano, come ha detto lo stesso Gualtieri, è però quello di lavorare, qui tecnicamente e diplomaticamente in seno alla Commissione europea, per arrivare pronti all’appuntamento, ovvero di avere un Piano già pronto (e concertato per le vie brevi con Bruxelles) da essere presentato “un giorno dopo l’entrata in vigore del Programma europeo”.

I TEMPI DELL’EUROPA

Un lavoro dunque rapido che ha una ragion d’essere: come ha chiarito ancora Gualtieri dalla presentazione del Recovery plan italiano alla Commissione Ue passeranno fino a tre mesi massimo per l’approvazione finale del piano perché la Commissione Ue ha tempo fino a due mesi per esaminarlo e poi lo dovrà mandare all’Ecofin che avrà fino a un mese per l’esame e l’ok definitivo.

Gualtieri ha comunque sottolineato che il lavoro di interlocuzione per le vie brevi che il Governo italiano farà già in questi mesi con la Commissione Ue sul Piano fa sì che il nostro Paese auspica che la Commissione Ue non si prenda tutti i due mesi previsti per il suo vaglio e dunque l’ok al Pnrr italiano arrivi in tempi più brevi.  (Public Policy) 

@VioC