Reddito cittadinanza, in Gu dm sui progetti utili: cosa si può fare

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reddito di cittadinanza

ROMA (Public Policy) – È stato pubblicato questa settimana, in Gazzetta ufficiale, il decreto del ministero del Lavoro con definizione, forme, caratteristiche e modalità di attuazione dei Progetti utili alla collettività (Puc). Si tratta di un provvedimento attuativo del decreto che ha istituito il reddito di cittadinanza.

Il decreto sul Rdc, infatti, condiziona l’erogazione del beneficio alla dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro e all’adesione ad un  percorso personalizzato di accompagnamento all’inserimento lavorativo e all’inclusione sociale. Il beneficiario, inoltre, è tenuto ad offrire, proprio nell’ambito del Patto per il lavoro e del Patto per l’inclusione sociale, la propria disponibilità per la partecipazione a progetti dei Comuni, utili alla collettività, in ambito culturale, sociale, artistico, ambientale, formativo e di tutela dei beni comuni, mettendo a disposizione un numero di ore  compatibile  con  le  altre attività e comunque non inferiore al numero di otto ore settimanali.

Il decreto pubblicato in Gazzetta ufficiale sottolinea che il “principio cardine dei Puc è che le attività previste nell’ambito dei progetti non sono in alcun modo assimilabili ad attività di lavoro subordinato o parasubordinato o autonomo”. E ancora, “i progetti dovranno essere individuati a partire dai bisogni e dalle esigenze della comunità, tenuto conto anche delle opportunità che le risposte a tali bisogni offrono in termini di empowerment delle persone coinvolte. A tal riguardo le attività previste nei Puc devono intendersi evidentemente complementari, a supporto e integrazione rispetto a quelle ordinariamente svolte dai Comuni e dagli enti pubblici coinvolti”.

Quindi “le attività progettuali vanno intese come occasioni di arricchimento che, a seconda delle finalità e degli obiettivi da perseguire e tenuto conto della flessibilità nell’utilizzo delle ore settimanali, possono avere una durata limitata nel tempo (si pensi all’organizzazione da parte del Comune di un evento pubblico). Ma anche in progetti che prevedono maggiore continuità nel tempo può essere appropriata la rotazione delle persone coinvolte, sia nell’interesse delle medesime per favorire lo sfruttamento delle diverse opportunità, sia per migliorare il matching”.

Lo stesso provvedimento, poi, esplicita il concetto con esempi pratici: “Una persona con competenze acquisite nell’ambito dell’assistenza domiciliare alle persone anziane non può svolgere le azioni proprie di un operatore qualificato, ma, eventualmente, potrà costituire un supporto per un potenziamento del servizio con attività ausiliarie, quali la compagnia o l’accompagnamento presso servizi. Ancora, sempre a titolo esemplificativo, nell’ambito della manutenzione del verde pubblico, dovranno essere previste forme di supporto agli operatori degli enti locali o dei soggetti affidatari dei servizi, che mantengono la responsabilità delle attività”.

Segue poi un lungo elenco di possibili attività suddivise in sei ambiti: culturale, sociale, artistico, formativo, ambiente e tutela dei beni comuni. Tra questi: supporto nella apertura di biblioteche, supporto all’organizzazione di momenti di aggregazione ed animazione; catalogazione e digitalizzazione di documenti; distribuzione di materiale informativo sulle attività; piccole manutenzioni domestiche, quali la pulizia straordinaria di ambienti, la tinteggiatura di ambienti e la riparazione di piccoli guasti; supporto nella organizzazione di escursioni e gite per anziani, supporto nella gestione di centri diurni per persone con disabilità e per persone anziane, attività di controllo all’uscita delle scuole, accompagnamento sullo scuolabus.

E ancora:  supporto nella organizzazione di mostre o nella gestione di strutture museali; catalogazione di patrimonio artistico locale; supporto nella costruzione di piattaforme per la messa in rete di documentazione relativa al patrimonio artistico; accompagnamento nelle visite guidate di monumenti e musei; riqualificazione di percorsi paesaggistici anche mediante la raccolta di rifiuti abbandonati; informazione nei quartieri sulla raccolta differenziata; supporto nella gestione dei doposcuola; manutenzione giochi per bambini nei parchi e nelle aree attrezzate (riparazione, verniciatura); restauro e mantenimento di barriere in muratura e staccionate. (Public Policy) FRA