RdC e Quota 100, cosa cambia dopo il passaggio in Parlamento

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di Francesco Ciaraffo

ROMA (Public Policy) – Dall’aumento del sostegno alle famiglie con disabili alle assunzioni di carabinieri (a fronte però di meno ingressi all’Ispettorato del lavoro) e finanzieri per potenziare i controlli contro i furbetti, fino allo scioglimento del nodo governance Inps. Sono le modifiche al dl Reddito di cittadinanza-Quota 100, approvato oggi alla Camera in seconda lettura e atteso di nuovo al Senato per il via libera definitivo (giusto in tempo per rispettare i termini della scadenza, il 29 marzo), dopo aver incassato nella serata di ieri la fiducia chiesta dal Governo.

PIÙ SOSTEGNO AI DISABILI. DAL GOVERNO +12,8 MLN IN 2019

Cambiata la scala di equivalenza per aumentare il beneficio alle famiglie con all’interno persone con disabilità gravi o non autosufficienti. Le risorse messe a disposizione per “favorire l’accesso e incrementare il beneficio  di nuclei in cui siano presenti persone con disabilità grave o non autosufficienti”, come si legge nella relazione illustrativa, ammontano a 12,8 milioni per il 2019, 16,9 per il 2020, 17, per il 2021, 16,9 per il 2022 e altrettanti nel 2023.

Nello specifico si alza da 5mila a 7.500 euro l’incremento della soglia del patrimonio mobiliare (fissata ora a 6.000 euro) per ogni componente con disabilità in famiglia sotto il quale è riconosciuto il sostegno.

Modificata, quindi, la scala di equivalenza, cioè i criteri tramite i quali si stabilisce il livello di sostegno. “Il parametro della scala di equivalenza è pari ad 1 per il primo componente del nucleo familiare ed è incrementato di 0,4 per ogni ulteriore componente di età maggiore di anni 18 e di 0,2 per ogni ulteriore componente di minore età, fino un massimo di 2,1, ovvero sino ad un massimo di 2,2 nel caso in cui nel nucleo familiare siano presenti componenti in condizione di disabilità grave o non autosufficiente come definita ai fini Isee”. Con la modifica le famiglie con disabilità possono prendere fino a 50 euro in pià al mese.

NO RDC SE SI HANNO CASE ALL’ESTERO

Due modifiche anche sui parametri per accedere al sostegno. Il reddito, infatti, non si potrà richiedere se in possesso di immobili del valore superiore a 30.000 euro non solo in Italia ma anche all’estero. Il valore del patrimonio mobiliare, invece, non dovrà superare i 6mila euro, anche in questo caso sia in Italia che all’estero.

6 MESI PER AGGIORNARE REQUISITI DOMANDE PRESENTATE

Sei mesi di tempo per aggiornare i documenti relativi alla richiesta del reddito di cittadinanza a chi ha presentato domanda prima della conversione in legge del decreto.

In particolare, il tempo è necessario per permettere ai presentatori delle domande di integrare la richiesta in base ai documenti da presentare previsti durante l’iter parlamentare, come l’Isee congiunta per i genitori non sposati e non conviventi e la certificazione patrimoniale dei Paesi d’origine per i cittadini extracomunitari.

Salvaguardate inoltre le domande del Rei, possibili fino al 1° marzo. Le richieste dovranno arrivare all’Inps “entro i successivi 60 giorni”, quindi entro fine aprile.

VALUTAZIONE DELLA MISURA

Per giudicare gli effetti del Rdc, un decreto del ministro del Lavoro, sentito il Garante per la protezione dei dati personali, può individuare un campione rappresentativo – corrispondente a non più del 5% dei nuclei beneficiari – a cui sottoporre dei test di valutazione.

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@fraciaraffo