di Gaetano Veninata
ROMA (Public Policy) – Come sempre, quando il mondo va in fiamme, il nostro Parlamento accende i motori e vola su Marte (d’altronde è pieno di amici di Musk, lì dentro). Dunque, mentre la Spagna viene minacciata dagli Stati Uniti e il nostro ministro della Difesa – più che della crisi – deve occuparsi e spiegare al Paese tutt’altro (e ci mancherebbe), il dibattito al Senato si concentra su un tema molto attuale: inserire o non inserire un riferimento – critico – al comunismo nel ddl sul contrasto all’antisemitismo?
Lascio la parola ai Nostri:
Massimiliano Romeo (Lega): Signora presidente, l’unico problema è che avremmo voluto aggiungere, oltre al fascismo e al nazismo, anche un riferimento al comunismo, così sarebbe stata più corretta come denominazione.
Francesco Verducci (Pd): Come lui sa, i comunisti italiani hanno contribuito alla nostra libertà, alla nostra democrazia, a costruire la Repubblica in modo decisivo, sconfiggendo, a costo di migliaia di morti, il fascismo e il nazismo, che venivano difesi dalla mussoliniana Repubblica Sociale Italiana. Tra coloro che, invece, hanno contribuito a costruire un clima infame che ha portato alle vergognose e infami leggi razziali ci sono decine di esponenti, tra cui anche personaggi che hanno contribuito alla redazione, con ruoli apicali, di una rivista – senatore Romeo, non so se lei lo sa – che si chiamava “La difesa della razza”. Il fatto che in questo Paese ci siano delle vie intitolate a Giorgio Almirante, che fu caporedattore de “La difesa della razza” e che ha contribuito alla persecuzione degli ebrei….
Tino Magni (Avs): Se tutti noi siamo qui oggi è grazie a chi è morto e ha combattuto una battaglia antifascista in questo Paese, a partire dai comunisti. Questo è il dato! Sì, a partire dai comunisti: è la verità! Vi fa male la verità, perché questo è il dato! I comunisti italiani hanno garantito la democrazia collettiva! Dovete sciacquarvi la bocca quando parlate dei comunisti italiani!
Lucio Malan (FdI): Tutte le volte che si cerca di parlare di comunismo è sempre una provocazione, secondo alcuni. Il presidente Romeo ha chiesto: ma perché abbiamo messo il fascismo e il nazismo e non il comunismo? Io ricordo che più della metà degli ebrei sterminati durante la Shoah viveva in Polonia; quella Polonia che fu spartita tra la Germania nazista e la Russia comunista di Stalin grazie agli accordi segreti Ribbentrop-Molotov fatti pochi giorni prima dell’attacco tedesco alla Polonia. E i partiti comunisti occidentali, in primis quelli francesi e italiani, che dipendevano da Mosca e che dipesero da Mosca a lungo dopo la guerra, stavano da quella parte e si congratulavano con Stalin per aver fatto quell’accordo per il trionfo del proletariato…
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Non disperate, comunque: il giorno dopo in aula ci sono state le comunicazioni di Tajani e Crosetto sulla crisi. Non prima, però, di aver approvato tra gli applausi il ddl “in materia di cessione di territori del demanio marittimo al comune di Praia a Mare”. (Public Policy)





