Resocónto – Nonché opinionista

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medioevo

di Gaetano Veninata

ROMA (Public Policy) – Ma in fondo, sta votazione del Def in aula al Senato, com’è andata? Benino, dai.

Abbiamo avuto:

  • i giochi di parole di Adolfo Urso (Fratelli d’Italia): “Al secondo impegno parlate della sterilizzazione dell’Iva. Lo abbiamo detto tutti, ma non parlate di un impegno a realizzare la sterilizzazione, ministro Treu, Tria. Potrebbero essere Treu, Tria o Padoan, è la stessa cosa”.
  • la riprova di un amore rossobruno, con Massimiliano Romeo (capogruppo Lega): “Di sicuro l’incremento del 33 per cento dell’immigrazione porterà di certo ad un aumento dei profitti da parte delle grandi imprese che vorranno sfruttare manodopera a basso costo. Del resto, abbiamo anche compreso che l’obiettivo della globalizzazione è questo, anche se forse sarebbe meglio chiamarla ‘glebalizzazione’ del popolo, per usare un termine coniato dal filosofo, nonché opinionista, Diego Fusaro”.
  • grida di dolore e speranza, con Elio Lannutti (M5s), secondo cui questo Documento rappresenta “un’inversione di tendenza rispetto a Governi meri esecutori di una dottrina totalitaria neoliberista, che invece degli uomini e della dignità del lavoro, ha messo al primo posto l’egemonia del mercato, il globalismo delle povertà, la privatizzazioni delle ricchezze, gli interessi di banchieri, multinazionali, finanza criminale, sul diritto dei popoli e le Costituzioni, tentando di sostituire gli Stati coi Trattati, la Giustizia con gli arbitrati, calpestando ed umiliando con il Jobs act i diritti e le conquiste dei lavoratori, la dignità umana”.
  • e dotte citazioni, con Marco Perosino (Forza Italia): Concludo citando Catone il censore che, dal 157 al 149 avanti Cristo, chiuse i suoi interventi al Senato romano con la famosa frase: Ceterum censeo Carthaginem esse delendam!, abbreviato in Carthago delenda est e poi i Romani hanno dovuto fare tre guerre per distruggere Cartagine. Concludo, dunque, e concluderò tutti i miei interventi – sempre con un paragone in parte irriverente, ma comunque con umiltà – dicendo: attacchiamo il debito pubblico, se no il debito pubblico attaccherà noi. (Public Policy)

@VillaTelesio