BRUXELLES (Public Policy Europe) – La Commissione europea punta a favorire gli impianti di teleriscaldamento, le centrali cogenerative e gli impianti energetici. Questo quanto emerge da una bozza di revisione dei benchmark del sistema Ets, su cui l’Esecutivo europeo sta lavorando e di cui Public Policy Europe ha preso visione.
I benchmark sono un valore predefinito che indica la quantità di emissioni considerata “normale” per la produzione di uno specifico prodotto. Più il benchmark è basso più il settore di produzione interessato sarà incentivato a investire in tecnologie verdi, altrimenti sarà costretto a comprare più permessi per inquinare (quote). Al contrario, con un benchmark più alto il numero di quote da acquistare sarà inferiore e con un incentivo minore a decarbonizzare. La bozza di revisione dei benchmark fa parte di quel pacchetto di misure a breve termine per la revisione mirata del sistema Ets che la Commissione si è impegnata a presentare, così come la revisione della riserva stabilizzatrice del mercato che è stata presentata la scorsa settimana.
La bozza di revisione dei benchmark riguarda il periodo 2026-2030. I settori più penalizzati – con un benchmark rivisto al ribasso – sono quelli dell’acciaio, del cemento, del vetro, della ceramica e dell’alluminio. Le cosiddette industrie pesanti, secondo questa bozza di revisione, vedranno una riduzione dei benckmark dei loro prodotti di riferimento. Dovranno perciò comprare più permessi. Ad esempio il metallo fuso passa da un benchmark di 1,360 a 1,248, l’alluminio da 1,489 a 1,423, il vetro piano da 0,412 a 0,394.
I settori della carta e del cartone e alcuni prodotti chimici vedono invece un ritocco al rialzo dei benchmark di riferimento, quindi la necessità di comprare meno permessi. Ad esempio la pasta di cellulosa kraft a fibra corta passa da 0,029 a 0,060 e la pasta di carta riciclata da 0 a 0,020. I settori più avvantaggiati risultano però quelli legati alla produzione di calore e di combustibile, con dei benchmark per calore e combustibile che triplicano, passando rispettivamente da 7,4 a 31,2 e da 10,7 a 28,1. Chi produce energia riceverà quindi molti più permessi gratuiti, con un vantaggio importante per gli impianti di teleriscaldamento, le centrali cogenerative e gli impianti energetici.
Bisogna ricordare però come, al momento, il sistema Ets preveda una riduzione generale dei permessi gratuiti dal 2026 al 2030. Inoltre, la revisione della Riserva di stabilità del mercato proposta la scorsa settimana, elimina il sistema di invalidazione delle quote della riserva superiori a 400 milioni, lasciando sul mercato più quote a disposizione, con un effetto di riduzione del prezzo dei permessi, che avrà un effetto anche su quelle industrie che con questa revisione dei benchmark dovranno comprarne di più. (Public Policy Europe) NAF





