Salario minimo, il Parlamento ci riprova. Ecco la ‘nuova’ proposta

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ROMA (Public Policy) – Dovrebbe iniziare giovedì 9 aprile, in commissione Lavoro alla Camera, l’iter della proposta di legge di iniziativa popolare sul salario minimo. La relatrice del testo sarà la deputata della Lega, Tiziana Nisini.

La pdl è quella presentata a Montecitorio il 19 dicembre 2024, dopo la raccolta firme di Pd, Movimento 5 stelle e Avs. Il testo ricalca la proposta già esaminata in passato dal Parlamento stabilendo che “il trattamento economico minimo orario stabilito dal Ccnl non può comunque essere inferiore a 9 euro lordi”.

La proposta di legge, che troverebbe applicazione sia per lavoratori dipendenti che per collaboratori, “si muove nella direzione di conservare e rafforzare la centralità della contrattazione collettiva nazionale dei sindacati più rappresentativi quale fonte principale di determinazione del trattamento economico dei lavoratori”, si legge nel testo.

Entrando nel dettaglio, la soglia dei 9 euro opererebbe solo sulle clausole relative ai ‘minimi’, lasciando al contratto collettivo la regolazione delle altre voci retributive. Nel caso in cui vi siano più contratti collettivi nazionali applicabili, la pdl stabilisce che si debba attribuire preferenza ai contratti stipulati dalle associazioni comparativamente più rappresentative, fermo restando il rispetto del trattamento orario minimo di 9 euro.

Oltre alla costituzione di una “commissione” al ministero del Lavoro per l’aggiornamento del valore soglia del trattamento economico minimo orario, la proposta di legge istituirebbe anche un fondo al ministero di 100 milioni di euro per tre anni “al fine di contenere i maggiori costi a carico dei datori di lavoro derivanti dagli incrementi retributivi corrisposti ai prestatori di lavoro per adeguare il trattamento economico minimo orario all’importo di 9 euro”.

Infine, il testo introduce un procedimento giudiziario per la repressione di condotte elusive stabilendo che “qualora il datore di lavoro ponga in essere comportamenti diretti a impedire o a limitare l’applicazione delle disposizioni della presente legge, su ricorso degli organismi locali delle associazioni sindacali nazionali che vi abbiano interesse”, il giudice del lavoro ordina al datore, con decreto “motivato e immediatamente esecutivo”, la corresponsione ai lavoratori del “trattamento economico complessivo e di tutti gli oneri conseguenti”. (Public Policy) GPA