Salvamare, dai coriandoli alle biomasse: le proposte congiunte al ddl

0
plastica rifiuti mare ambiente

ROMA (Public Policy) – Divieto di utilizzare in luoghi all’aperto coriandoli e materiali di piccole dimensioni in materiale plastico e rilancio del vuoto a rendere, raccolta dei rifiuti in mare da parte dei pescatori, gestione ecosostenibile delle biomasse vegetali spiaggiate. Sono questi i principali campi di intervento dei tre ddl congiunti mercoledì, in commissione Ambiente al Senato, al ddl Salvamare, di cui in parte ricalcano alcuni temi.

Si tratta di una proposta M5s, a prima firma di Patty L’Abbate, relativa a “Disposizioni per prevenire e ridurre i rifiuti in plastica per la tutela degli ecosistemi terrestri e marini”; di una proposta FdI, a prima firma di Antonio Iannone, relativa a “Disposizioni per il recupero dei rifiuti solidi dispersi in mare e per la protezione dell’ecosistema marino”; e di una proposta a firma della stessa relatrice di tutti i ddl in questione, Virginia La Mura (M5s), relativa a “Disposizioni in materia di gestione ecosostenibile delle biomasse vegetali spiaggiate ai fini della tutela dell’ecosistema marino e costiero”.

La proposta L’Abbate punta a prevenire e ridurre in particolare l’incidenza di microplastiche sull’ambiente, soprattutto nell’ambiente ac quatico e negli ecosistemi marini. Il ddl introduce il divieto di immet¬tere in commercio ed utilizzare in luoghi aperti i cosiddetti “coriandoli e/o petali” di materiale plastico. Inoltre vuole prorogare al biennio 2019-2020 le risorse economiche stanziate dalla legge di bilancio 2018 per il sostegno delle imprese virtuose che producono e distribuiscono bastoncini per la pulizia delle orecchie in materiale biodegradabile e compostabile, nonché prodotti cosmetici da risciacquo ad azione esfoliante o detergente che non contengono microplastiche (alla luce dei divieti introdotti con la stessa legge di Bilancio 2018, rispettivamente dal 2019 e dal 2020).

Un’altra norma incentiva la promozione di prodotti cosmetici sfusi o alla spina e di riutilizzo di imballaggi primari. Per incentivare i negozianti a predisporre dei punti vendita di prodotti sfusi o alla spina, è stata prevista una riduzione della Tari in proporzione alla diminuzione della frazione in peso degli imballaggi primari. Si prevedono restrizioni all’immissione sul mercato di determinati prodotti di plastica monouso, in particolare i contenitori per bevande ossia i recipienti usati per contee3re liquidi, con tappi e coperchi di plastica, e si stabilisce che tali prodotti possano essere immessi sul mercato nazionale solo se tali tappi e coperchi di plastica restano fissati al contenitore per la durata dell’uso previsto del prodotto (sono esclusi i tappi e coperchi di metallo con sigilli di plastica).

Il ddl reintroduce il sistema del vuoto a rendere per i contenitori alimentari, prevedendo una cauzione versata al momento dell’acquisto di un prodotto come una bevanda o altro in un contenitore di vetro, alluminio o plastica. La cauzione è restituita al consumatore nel momento in cui il contenitore vuoto è reso al venditore in modo che possa essere riutilizzato più volte senza divenire un rifiuto. I produttori, gli utilizzatori e gli utenti finali di imballaggi riutilizzabili destinati all’uso alimentare possono aderire a una filiera di recupero per il riutilizzo degli imballaggi, e si prevede che anche agli esercizi commerciali e ai produttori di imballaggi aderenti al sistema del vuoto a rendere si applichi una riduzione della Tari in proporzione alla diminuzione della frazione in peso degli imballaggi.

Il ddl Iannone permette agli imprenditori ittici che recuperano rifiuti solidi dispersi in mare durante l’esercizio dell’attività di pesca di conferire i rifiuti, senza alcun onere economico a loro carico (evitando che siano identificati come produttori di rifiuti speciali), alle isole ecologiche da istituire in ciascun porto, a cura dell’autorità portuale compe tente. Il ddl prevede anche un credito d’imposta in favore degli stessi imprenditori ittici, nella misura di 40 euro per ogni quintale di rifiuti solidi recuperati. Si prevede anche che il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti debba disciplinare con decreto ministeriale, un piano di interventi per la riconversione delle flotte della pesca e l’orientamento professionale dei pescatori in attività finalizzate alla raccolta dei rifiuti solidi dispersi in mare.

Il ddl La Mura interviene sulle biomasse vegetali, derivanti da piante marine, come la posidonia oceanica, e alghe, depositate naturalmente sulla spiaggia e ne disciplina le modalità di gestione ecosostenibile. Il disegno di legge opera in primo luogo una distinzione di fondo tra la banquette di po¬sidonia oceanica (che è una struttura naturale tutelata ai sensi Protocollo relativo alle aree specialmente protette e alla biodiversità nel Mediterraneo, sottoscritto nell’ambito della convenzione di Barcellona), le biomasse vegetali spiaggiate di origine marina e i cumuli temporanei costituiti da biomasse vegetali spiaggiate frammiste ai rifiuti abbandonati in mare, depositati sulla spiaggia per effetto del moto ondoso.

Il ddl prevede la conservazione in loco della banquette, come modalità gestionale avente carattere prioritario, tenuto conto della sua funzione di protezione dell’arenile, e la reimmissione in mare delle biomasse vegetali spiaggiate derivanti dalla sua rimozione, in presenza di condizioni espressamente indicate, così da assicurare la conclusione del ciclo biologico delle stesse, con rinvio ad un decreto del ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare al fine di definire i criteri per l’espletamento di talune attività strumentali alla conservazione in loco e per la rimmissione in mare. La rimozione della banquette è consentita solo se le attività di balneazione e di fruizione della spiaggia interferiscano con la sua presenza. Per la conservazione in loco, occorrerà censire periodicamente le banquettes di Posidonia oceanica presenti sulle coste italiane, e i litorali in cui il fenomeno erosivo è tale da rendere necessaria la conservazione in loco. (Public Policy) GIL