Semplificare il Semplificazioni: i dubbi del Quirinale, le mosse della maggioranza

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mattarella

(foto – DANIELA SALA/Public Policy)

ROMA (Public Policy) – Sono circa 450 gli emendamenti parlamentari al dl Semplificazioni dichiarati improponibili dalla presidente del Senato Elisabetta Casellati. Molte di queste proposte emendantive sono state già ritirate dai presentatari.

Confermata, dunque, l’ammissibilità di soli 23 emendamenti degli 85 già approvati nelle commissioni Lavori pubblici e Affari costituzionali di Palazzo Madama.

L’esame in aula riprende oggi alle 9.30.

I DUBBI DEL QUIRINALE

Il provvedimento, durante un lungo e complesso iter al Senato, è arrivato in aula arricchito di molte norme. Troppe. Tanto che dal Colle, – come apprende Public Policy – informalmente, sarebbe fatta arrivare alle Camere l’intenzione di non firmare il testo. Per questo la maggioranza si è messa al lavoro per ‘pulire’ il testo.

Lega e M5s, quindi, stanno dunque vagliando quali norme mantenere e quali cancellare.

Tra le priorità da ‘salvare’ indicate dalla Lega, la norma per evitare l’aumento dell’Ires al Terzo settore, il recepimento del dl Ncc e per il dl sul rinnovo dei consigli degli ordini circondariali forensi, le novità sulle etichette degli alimenti. E ancora, la regionalizzazione degli impianti idroelettrici, le risorse ai familiari delle vittime di Rigopiano, le risorse per la compensazione Imu-Tasi, la previsione di un dm per definire metodologia per la determinazione del fabbisogno di personale degli enti del Servizio sanitario nazionale per la valutazione dell’adeguatezza delle risorse utilizzate,  l’interruzione della gara per l’affidamento dei lotti non ancora assegnati del Sian (Sistema informatico agricolo nazionale) per una nuova gara da parte di Agea.

Per il Movimento 5 stelle, invece, devono rimanere nel testo le norme sulle trivelle (frutto di un aspro confronto in maggioranza), le definizioni di blockchain e smart contract, le semplificazioni per la chiusura dei procedimenti relativi alle agevolazioni concesse nell’ambito dei patti territoriali e dei contratti d’area. Per il Movimento deve rimanere nel testo anche l’emendamento per accelerare l’insediamento, la realizzazione e lo svoglimento delle Zes, le Zone economiche speciali e l’istituzione della cabina di regia ad hoc a Palazzo Chigi. (Public Policy) FRA-NAF