Sovranisti all’attacco dell’Ue: la domenica fiorentina di Salvini

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di David Allegranti

ROMA (Public Policy) – La deindustrializzazione. L’immigrazione. Le auto elettriche. George Soros. Ursula von der Leyen. L’internazionale sovranista si è riunita domenica a Firenze, convocata da Matteo Salvini, con alcune assenze che si sono fatte notare (Marine Le Pen e Geert Wilders hanno mandato un video), e ha individuato gli avversari della campagna elettorale per le Europee 2024. Il capo della Lega ha insistito molto su alcuni punti considerati critici, tra questi c’è la transizione ecologica. Nel febbraio di quest’anno, il Parlamento europeo ha definitivamente approvato a maggioranza l’accordo sul taglio delle emissioni di Co2 per auto e veicoli commerciali leggeri, che si traduce, a partire dal 2035, nello stop alla vendita di veicoli a motore termico alimentati a benzina o diesel. Una norma, fortemente difesa dal commissario europeo per l’Economia Paolo Gentiloni, che Salvini e i suoi compagni di viaggio sovranisti considerano “un regalo alla Cina”.

Per il leader leghista è l’inizio della campagna elettorale per le Europee. La giornata è infatti servita soprattutto a lui, per cercare nuova legittimazione a cinque anni di distanza da quell’irripetibile 34 per cento raggiunto dalla Lega alle ultime Europee. Ma quella stagione è ormai lontana, oggi il Carroccio viaggia attorno al dieci per cento.

Salvini ha tirato fuori l’armamentario ideologico anti-sistema e rispolverato vecchie polemiche, anche quella contro il miliardario Soros; lo ha paragonato a Golia, mentre lui e i colleghi sovranisti sono Davide pronti a “riprendersi” l’Europa. Una Europa danneggiata da questa Unione europea, come ha detto il bulgaro Kostadin Kostadinov, leader di Rinascita, partito filo-russo; danneggiata da questa Commissione frutto di un inciucio fra popolari e socialisti, ha sottolineato ancora una volta Salvini, prendendosela dunque non solo con la sinistra ma anche con gli alleati di Forza Italia. Soprattutto dopo le critiche di Antonio Tajani, leader dei forzisti, ad AfD, partito tedesco di estrema destra in grandissima ascesa in Germania. “Chi nel centrodestra preferisce la sinistra alla Lega e ai suoi alleati in Europa commette un errore incredibile perché questa Europa con la sinistra al governo è quella dei tagli alla salute, alla scuola, è quella dell’immigrazione incontrollata, dello strizzare l’occhio a un fanatismo islamico che anche ieri ha fatto una vittima nel cuore dell’Europa. Mi dispiacerebbe che qualcuno di centrodestra preferisse la sinistra ad alleati di centrodestra”, ha replicato Salvini in merito ai veti di esponenti del Ppe a una possibile alleanza, nella prossima legislatura a Strasburgo, con i gruppi dell’euro-destra. A chi gli fa notare che pure Tajani condivide questa preclusione Salvini ha obiettato: “Sbaglia, chi sceglierà la Lega alle Europee sceglie l’alternativa alla sinistra, a Macron e ai comunisti. La Lega non governerà mai con i socialisti. Faccio un invito al centrodestra unito in Italia a essere unito in Europa poi non posso imporre niente controvoglia a nessuno”.

Che la giornata dell’orgoglio sovranista si sia svolta a Firenze non è naturalmente un caso. L’anno prossimo ci sono le elezioni amministrative, determinanti sia per il Pd sia per il destra-centro. Salvini sembra voler mettere il cappello sul prossimo candidato sindaco, che potrebbe essere Eike Schmidt, direttore degli Uffizi, che è appena diventato italiano. Una candidatura che però è stata ispirata da Fratelli d’Italia e sulla quale sta lavorando, per conto di Giorgia Meloni, il capo dell’organizzazione nazionale Giovanni Donzelli. Salvini però potrebbe non aver calcolato bene il fattore A, che sta per antifascismo. La Toscana non ha problemi a passare a destra: la coalizione di Meloni e soci già governa quasi tutti i capoluoghi di provincia della Regione. A Firenze però la chiamata a resistere contro “le destre” funziona ancora. L’elettorato moderato fiorentino, di centrodestra ma anche di centrosinistra, difficilmente può essere attirato dal richiamo dell’estrema destra, che poi è quella che ha sfilato alla Fortezza da Basso, al grido di “Free Europe!”. (Public Policy)

@davidallegranti

(foto cc Palazzo Chigi)